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Abusi, curriculum falsi e appalti truccati: ecco l’Italia dei furbetti della Pa

Abusi, curriculum falsi e appalti truccati: ecco l’Italia dei furbetti della Pa

Serviziowhistleblower

Secondo i dati Anac le denunce di presunti illeciti da parte dei dipendenti pubblici sono in aumento continuo. I casi segnalati: tangenti, conflitti di interesse, concorsi irregolari e accesso illegittimo a sistemi informatici

di Giuseppe Latour

Impronte digitali contro i furbetti del cartellino

3′ di lettura

Un presunto curriculum falso, compilato da un «incaricato di posizione organizzativa» in Friuli Venezia Giulia. Irregolarità nel sistema di rilevazione delle presenze e dei congedi della polizia locale di Napoli. Furbetti del cartellino all’agenzia delle Entrate. Attività diverse dal lavoro, svolte durante l’orario di servizio all’Inps. La violazione del divieto di fumo negli uffici del Comune di Milano. E, ancora: tangenti, abusi edilizi, appalti truccati o semplici conflitti di interesse.

L’Italia disegnata dalle segnalazioni dei whistleblower, analizzate dal Quarto rapporto annuale dell’Anac sul tema, aiuta a comporre una mappa dei molti comportamenti scorretti e degli illeciti diffusi oggi nella pubblica amministrazione italiana. Si tratta – va specificato chiaramente – di semplici segnalazioni, in qualche caso anonime, che poi vanno verificate nel merito dai soggetti competenti: Autorità anticorruzione, Corte dei conti e Procure della Repubblica. A volte, insomma, sono solo falsi allarmi.

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Il whistleblower è, per definizione, una persona che viene a conoscenza di attività illecite sul proprio luogo di lavoro. La legge Severino (articolo 1, comma 51 della legge 190/2012) ha introdotto in Italia tutele a protezione dei dipendenti pubblici che segnalano illeciti. Attivando un sistema che, negli anni, è stato affinato, dando un ruolo centrale all’Anac: dal 2014 l’Autorità guidata da Raffaele Cantone è uno dei soggetti competenti a ricevere le segnalazioni, insieme ai responsabili della corruzione e trasparenza delle diverse amministrazioni.

Così, proprio dal 2014, ogni anno l’Authority fa il punto sull’andamento delle segnalazioni, in aumento continuo. Nel 2018 sono state 783, 65 al mese, più del doppio rispetto al 2017, e nel 2019 sono ancora in crescita: 73 al mese, in media oltre due al giorno. Più dell’80% delle denunce arriva utilizzando un applicativo sviluppato dall’Anac, che rende le comunicazioni con il whistleblower cifrate e non intercettabili. Grazie a questo strumento, nessuno all’interno dell’Authority può avere accesso al nome del “segnalante”, se non attivando una procedura speciale e richiedendo l’accesso a un responsabile.

Fonte: ilSole24ore