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Addio mantenimento all'ex che si registra come coppia di fatto col nuovo partner

Addio mantenimento all'ex che si registra come coppia di fatto col nuovo partner

Per la Cassazione vi è una rottura voluta dall’ex tra il preesistente tenore e modello di vita che giustifica il venir meno del diritto alla contribuzione periodica

di Lucia Izzo – Perde il mantenimento il coniuge separato che si registra con il nuovo partner al Comune come coppia di fatto per beneficiare degli assegni familiari.

Infatti, anche in caso di separazione legale dei coniugi, e di formazione di un nuovo aggregato familiare di fatto a opera del coniuge beneficiario dell’assegno di mantenimento, indipendentemente dalla “risoluzione del rapporto coniugale” (assai più che probabile), si opera una rottura tra il preesistente tenore e modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale e il nuovo assetto fattuale avente rilievo costituzionale, in quanto espressamente cercato e voluto dal coniuge beneficiario della solidarietà coniugale, con il conseguente riflesso incisivo dello stesso diritto alla contribuzione periodica, facendola venire definitivamente meno.

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, prima sezione civile nella sentenza n. 32871/2018 (qui sotto allegata) respingendo il ricorso di una signora nei confronti del marito separato.

  1. Il caso
  2. Famiglia di fatto e riflessi sull’assegno all’ex
  3. Separazione: la convivenza di fatto fa venir meno il mantenimento

Il caso

Secondo la donna, invece, la Corte avrebbe sbagliato ad escludere l’assegno di mantenimento in ragione della prova di una sua convivenza more uxorio, che non presentava caratteri di stabilità, ma aveva natura precaria, senza aver accertato e valutato se dalla nuova convivenza la stessa traesse benefici economici idonei a giustificare la diminuzione o addirittura la revoca dell’assegno.

Famiglia di fatto e riflessi sull’assegno all’ex

A tale nuova ermeneutica, è seguito il problema della sopravvivenza dell’assegno di mantenimento non solo in caso di divorzio, ma a seguito della separazione coniugale quando non vi sia stata ancora la completa recisione del legame coniugale potendo questo astrattamente (anche se sempre più raramente, seconda l’id quod prelumque accidit) risorgere in base alla scelta ripristinatoria dei separati.
Anche in un tal caso la giurisprudenza di legittimità ha risposto positivamente all’istanza di esclusione dell’obbligo attraverso l’enunciazione del seguente principio: in tema di separazione personale dei coniugi, la convivenza stabile e continuativa, intrapresa con altra persona, è suscettibile di comportare la cessazione o l’interruzione dell’obbligo di corresponsione dell’assegno di mantenimento che grava sull’altro, dovendosi presumere che le disponibilità economiche di ciascuno dei conviventi “more uxorio” siano messe in comune nell’interesse, del nuovo nucleo familiare.

Resta salva, peraltro, la facoltà del coniuge richiedente l’assegno di provare che la convivenza di fatto non influisce “in melius sulle proprie condizioni economiche e che i propri redditi rimangono inadeguati (cfr. Cass. n. 16982/2018).

Separazione: la convivenza di fatto fa venir meno il mantenimento

Secondo la Cassazione, tale impianto motivazionale non è scalfito dalla possibilità che i coniugi non divorziati possano astrattamente tornare a ricomporre la propria vita a seguito di un (improbabile) ripensamento.

Anche in tal caso l’assegno, infatti, l’assegno non rivivrebbe, ma tornerebbe a operare il precedente assetto di vita caratterizzato dalla ripresa dalla convivenza. Giammai, dunque, tornerebbe a vivere il contributo che a suo tempo (prima delle operata opzione verso una nuova dimensione di aggregativa di fatto) era stato assegnato dal giudice.

Fonte: Studio Cataldi