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Agevolazioni legge 104

Agevolazioni legge 104

Permessi, sussidi, congedi e agevolazioni riconosciute dalla legge 104/92 ai disabili e ai loro familiari. Guida completa alle agevolazioni legge 104

di Lucia Izzo – Sono molteplici e differenti, quanto al contenuto e ai destinatari, le agevolazioni riconosciute ai soggetti disabili, la cui principale fonte normativa si rintraccia nella Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (L. 104/92 e successive modifiche).

Ecco la guida completa alle agevolazioni:

  1. Legge 104: a chi spettano i benefici
  2. La domanda per ottenere i benefici della legge 104
  3. Legge 104: tutte le agevolazioni
  4. Permessi retribuiti
  5. Congedo retribuito
  6. Prolungamento congedo parentale
  7. Diritto a scegliere la sede di lavoro
  8. Detrazioni per acquisto di veicoli
  9. Detrazione per i figli a carico
  10. Detrazioni per le spese mediche, sanitarie e mezzi di ausilio
  11. Aliquota Iva Agevolata 4%
  12. Detrazioni per eliminazione delle barriere architettoniche
  13. Altre agevolazioni fiscali

Legge 104: a chi spettano i benefici

Per la legge i potenziali beneficiari delle agevolazioni sono non solo i disabili in situazione di gravit, ovverosia coloro che presentino minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali stabilizzate e progressive che rendono difficile l’apprendimento, la relazione e l’integrazione lavorativa.

A questi si aggiungono i genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazioni di gravit e altres il coniuge e i parenti o affini entro il 2 grado di familiari disabili, in particolare questi ultimi subentrano qualora i genitori o il coniuge del disabile abbiano compiuto il 65 anno di et o siano invalidi, deceduti o mancanti.

La domanda per ottenere i benefici della legge 104

Permessi retribuiti

Il coniuge, parente o affine entro il 2 o 3 grado, nonch il convivente di fatto o l’unito civilmente (INPS circ. 38/2017), lavoratore dipendente, che assista continuativamente un familiare disabile, con lui convivente o meno, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuiti dall’INPS, ma anticipati dal datore di lavoro, frazionabili in ore e coperti da contribuzione figurativa. Anche il lavoratore portatore di handicap potr fruire degli stessi permessi.

Tale diritto riconosciuto solo per il familiare non ricoverato a tempo pieno e non pu essere concesso a pi di un lavoratore per l’assistenza alla stessa persona con handicap, mentre per entrambi i genitori anche adottivi, pu essere riconosciuto per l’assistenza dello stesso figlio con handicap in situazione di gravit e questi possono fruirne alternativamente.

Se il lavoratore che fruisce del permesso assiste persona con handicap grave residente in comune distante oltre 150km dalla sua residenza, deve attestare con titolo di viaggio o altra documentazione idonea il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito.

Per ricovero a tempo pieno si intende quello, per le intere ventiquattro ore, presso strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa. Fanno eccezione i casi di: interruzione del ricovero a tempo pieno per necessit del disabile grave di recarsi fuori della struttura per effettuare visite e terapie appositamente certificate; ricovero a tempo pieno del disabile in situazione di gravit in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine; ricovero a tempo pieno di un soggetto disabile in situazione di gravit per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare.

Congedo retribuito

Questo ha durata di massimo 2 anni nell’arco della vita lavorativa e pu essere fruito anche in maniera frazionata (giornaliera e non oraria) da una serie di soggetti in ordine di priorit, lavoratori dipendenti (anche a tempo determinato) del settore pubblico e privato.

I soggetti che possono fruirne sono: il coniuge del disabile, i suoi genitori (anche adottivi e affidatari) e i figli, i fratelli e le sorelle, oppure altri parenti o affini fino al terzo grado. Il diritto passa al soggetto successivo dell’ordine di preferenza in caso di mancanza, decesso, patologie invalidanti del precedente.

indispensabile la convivenza di tali persone con il disabile, da intendersi quale residenza ex art. 43 c.c., ossia luogo in cui la persona ha la dimora abituale. sufficiente anche dimorare nello stesso stabile, medesimo numero civico, anche se in appartamenti diversi.

La domanda si presenta in via telematica al proprio dirigente o amministrazione (lavoratori enti pubblici) oppure direttamente all’INPS tramite il portale, i Patronati o il Contact Center multicanale. L’indennit viene corrisposta nella misura della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro precedente il congedo, esclusi gli emolumenti variabili della retribuzione entro un limite massimo di reddito annualmente rivalutato secondo gli indici ISTAT (per il 2016 questo pari ad Euro 47.445,82).

Prolungamento congedo parentale

Per il figlio disabile minore di 12 anni, si ha diritto al prolungamento del congedo parentale previsto fino al compimento dell’ottavo anno di vita del figlio, per un periodo massimo di ulteriori tre anni a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, ovvero che, in caso di ricovero, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore.

Diritto a scegliere la sede di lavoro

La persona disabile con invalidit superiore ai 2/3 o con minorazioni, che sono assunte presso enti pubblici, hanno invece diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili e la precedenza di sede in caso di trasferimento a domanda.

Detrazioni per acquisto di veicoli

Vi rientrano, a seconda dei casi, autovetture, autoveicoli e motoveicoli per il trasporto promiscuo, autoveicoli e motoveicoli per trasporti specifici, autocaravan e motocarrozzette. Non invece agevolabile l’acquisto di quadricicli leggeri, ossia delle “minicar” che possono essere condotte senza patente.

In primis, per l’acquisto di mezzi di locomozione il disabile ha diritto a una detrazione Irpef pari al 19% del costo sostenuto, calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro, che spetta solo una volta (per un solo veicolo) nel corso di un quadriennio decorrente dalla data di acquisto.

Si ha poi un pagamento IVA ridotto al 4%, anzich al 22%, sull’acquisto di autovetture nuove o usate aventi cilindrata fino a 2.000 centimetri cubici, se con motore a benzina, e 2.800 centimetri cubici, se con motore diesel.

Segue l’esenzione dal bollo auto, con i medesimi limiti di cilindrata previsti per l’applicazione dell’aliquota IVA agevolata e l’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di propriet per i veicoli destinati al trasporto o alla guida di disabili.

Le agevolazioni sono riconosciute solo se i veicoli sono utilizzati, in via esclusiva o prevalente, a beneficio delle persone disabili e possono usufruirne diverse categorie: sordi, non vedenti, disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennit di accompagnamento, i disabili con grave limitazione della capacit di deambulazione o affetti da pluriamputazioni e i disabili con ridotte o impedite capacit motorie.

Se il portatore di handicap fiscalmente a carico di un suo familiare (possiede cio un reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro), pu beneficiare delle agevolazioni il familiare che ha sostenuto la spesa nell’interesse del disabile.

Detrazione per i figli a carico

Una persona si considera fiscalmente a carico di un suo familiare quando dispone di un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili.

Per il figlio disabile, riconosciuto tale ai sensi della L. 104/1992, si ha diritto ad una maggior detrazione di 400 euro rispetto a quella base per i figli a carico: la detrazione raggiunger quindi i 1620 euro per figlio disabile di et inferiore a 3 anni e i 1350 euro per figlio disabile di et pari o superiore a tre anni.

Se i figli a carico sono pi di 3 nella famiglia, gli importi indicato aumentano di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.

Detrazioni per le spese mediche, sanitarie e mezzi di ausilio

Interamente deducibile dal reddito complessivo del disabile o del familiare che lo ha a carico sono le spese mediche generiche (per esempio, le prestazioni rese da un medico generico, l’acquisto di medicinali) e le spese di “assistenza specifica” (ad esempio, l’assistenza infermieristica e riabilitativa)

, invece, riconosciuta una detrazione Irpef del 19% per determinate spese sanitarie e per l’acquisto di mezzi di ausilio, ad esempio possono essere detratte dall’imposta, per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro, le spese sanitarie specialistiche (come analisi, prestazioni chirurgiche e specialistiche) mentre altre spese sono ammesse integralmente, senza la “franchigia” (ad esempio, il trasporto in ambulanza del disabile, l’acquisto di mezzi d’ausilio alla deambulazione, di poltrone per inabili e minorati, di apparecchi correttivi e di ulteriori ausili specifici).

Aliquota Iva Agevolata 4%

Si applica l’aliquota Iva agevolata del 4% (anzich quella ordinaria del 22%) per l’acquisto di mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento dei disabili.

La medesima aliquota agevolata si applica, oltre alla detrazione Irpef del 19%, per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei portatori di handicap di cui all’articolo 3 della legge n. 104 del 1992.

Per usufruire dell’aliquota ridotta, il disabile deve consegnare al venditore, prima dell’acquisto apposita documentazione contenente specifica prescrizione rilasciata dal medico specialista dell’Asl di appartenenza, dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione e il sussidio tecnico e informatico, nonch un certificato rilasciato dalla competente Asl attestante l’esistenza di una invalidit funzionale rientrante tra le quattro forme ammesse (motoria, visiva, uditiva o del linguaggio) e il carattere permanente della stessa.

Detrazioni per eliminazione delle barriere architettoniche

Una detrazione Irpef pari al 50% riconosciuta per gli interventi di ristrutturazione edilizia sugli immobili, da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro, se la spesa sostenuta nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2015 oppure del 36%, da calcolare su un importo massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal 1 gennaio 2016.

La detrazione spetta ai contribuenti con reddito complessivo non superiore a 40.000 euro e andr calcolata su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro.

Nella categoria rientrano gli interventi effettuati per ascensori, montacarichi, i lavori eseguiti per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, siano idonei a favorire la mobilit interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave (ex art. 3, comma 3, L. 104 /1992).

La detrazione prevista solo per interventi sugli immobili effettuati per favorire la mobilit interna ed esterna del disabile e non si applica, invece, al semplice acquisto di strumenti o beni mobili, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilit del disabile.

La detrazione, non sar fruibile contemporaneamente a quella del 19% prevista per le spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile.

Altre agevolazioni fiscali

Fonte: Studio Cataldi