Al nord riscaldamenti al via. Rischio sanzioni sulle termovalvole

Al nord riscaldamenti al via. Rischio sanzioni sulle termovalvole

L’accensione degli impianti termici un rito che, immancabile, si ripete ogni anno, con l’arrivo dell’autunno e dei primi freddi. Rappresenta per solo l’atto conclusivo di attivit di manutenzione che, all’attivazione, devono essere ormai terminate. L’accensione degli impianti termici funzione del sito in cui collocato l’edificio e, pi precisamente, della zona climatica di riferimento. L’intero territorio italiano infatti suddiviso in 6 zone climatiche, dalla A (la pi calda) alla F (la pi fredda).

Il 15 ottobre quindi la data dell’accensione degli impianti negli edifici collocati in zona climatica E (in cui ricadono pressoch tutte le citt del Nord Italia). Nella zona F non vi sono limitazioni temporali, mentre per l’accensione in zona climatica A o B si deve attendere il 1 dicembre! Al di fuori di tali periodi, gli impianti termici possono essere attivati solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio, e previa autorizzazione del Sindaco del Comune in cui sono collocati.

Sussistono inoltre limiti anche sulla durata giornaliera di attivazione dell’impianto (dalle 14 ore in zona E alle 6 ore in zona A). Qualora vi sia un sistema di termoregolazione e contabilizzazione del calore, si pu superare quest’ultima limitazione. Queste prescrizioni non si applicano agli edifici in cui vi sia permanenza di soggetti deboli, quali ospedali, case di cura, asili e scuole materne.

Attenzione: i condomni che, in contesto centralizzato, non abbiano ancora installato un sistema di contabilizzazione e termoregolazione ai sensi del D.Lgs. 102/2014 (la proroga dopo il 30 giugno non c’ stata), dovranno attendere la prossima primavera per potersi adeguare. L’impianto sar per non a norma, e i proprietari delle unit immobiliari saranno sanzionabili in caso di controllo da parte dei pubblici funzionari preposti (ammenda tra le 500 e le 2.500 euro).

La responsabilit (civile e penale) dell’impianto termico dell’amministratore in caso di impianto centralizzato, o dell’amministratore delegato in caso di soggetto giuridico proprietario dell’impianto. per possibile delegare tale responsabilit ad un terzo soggetto, il Terzo Responsabile, purch sia dotato di adeguata capacit tecnica ed economica e, soprattutto, purch l’impianto sia a norma di legge, dal punto di vista tecnico e documentale.

Qualora l’impianto non sia a norma, o cessi di esserlo, il Terzo Responsabile non pu assumere la delega e, se in carica, deve segnalare il problema e dimettersi entro 10 giorni qualora nulla venga fatto per porvi rimedio.

La garanzia della piena conformit dell’impianto si pu avere solo rispettando le scadenze indicate. il libretto di uso e manutenzione del generatore di calore che dice quali siano le operazioni di manutenzione da svolgere e con quale frequenza (in genere i produttori richiedono attivit manutentive almeno annuali, svolte da personale qualificato.

I controlli di efficienza energetica sono invece esplicitamente previsti dall’Allegato A del Dpr 74/2013. Per gli impianti a combustione a gas, sono previsti controlli ogni 4 anni sino ai 100 kW e ogni 2 anni oltre tale soglia. Da sottolineare come le Regioni possano richiedere frequenze minori: il caso della Lombardia che ha dimezzato tali scadenze portandole a 2 ed 1 anno.

Per verificare quanto stato fatto sull’impianto, e se son state rispettate tutte le scadenze previste, si pu consultare il Libretto di Impianto di Climatizzazione, che, ai sensi di DM 10/02/2014, presente per ogni impianto termico.

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Fonte: ilSole24ore



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