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Aspiranti avvocati: corsi di formazione pronti a partire?

Aspiranti avvocati: corsi di formazione pronti a partire?

di Lucia Izzo – Salvo colpi di coda dell’ultimo momento, si avvia a divenire operativa la riforma che ha modificato l’iter per diventare avvocati. Dal prossimo 28 settembre, infatti, i praticanti saranno chiamati a svolgere dei corsi di preparazione all’esame di Stato: in sostanza, tutti i laureati in giurisprudenza che da tale data si iscriveranno al registro dei praticanti dovranno sostenere dei corsi di preparazione per accedere alla professione di avvocato.

Il citato d.m. Giustizia ha stabilito che i corsi avranno una durata minima non inferiore a 160 ore distribuite in maniera omogenea nell’arco dei 18 mesi di tirocinio, ovvero in tre semestri totali. Poich i corsi si svolgeranno in parallelo con il tirocinio professionale, gli incontri saranno organizzati in modo tale da non pregiudicare l’assistenza alle udienze nonch la frequenza dello studio professionale o degli altri uffici legali o luoghi in cui il tirocinante svolga la pratica (ad es. uffici giudiziari).

Un impegno serio scandito anche da verifiche, intermedie e finali, che il praticante dovr superare per poter completare il suo percorso e accedere all’esame di Stato: al termine dei primi due semestri (ovvero nei mesi di aprile e ottobre) e al termine del tirocinio saranno previste tali verifiche che consisteranno in test a risposta multipla sulle materie seguite nel relativo periodo.

Alle verifiche potranno accedere solo coloro che abbiano frequentato l’80% delle lezioni e, chi non riuscir a superare la prova, dovr ripetere l’ultimo ciclo semestrale di formazione ed effettuare la relativa verifica al successivo appello. Il mancato superamento della verifica finale, invece, impedir il rilascio del certificato di compiuto tirocinio richiesto dalla legge professionale (e necessario per accedere all’esame di Stato) e anche in tal caso il praticante dovr ripetere l’ultimo ciclo semestrale.

Corsi di formazione: i punti ancora da chiarire

Nonostante, salvo ripensamenti, manchi meno di un mese dalla partenza dei nuovi corsi, rimangono ancora molte zone grigie che rendono plausibile che si spinger per una proroga. Nel decreto milleproroghe, tuttavia, stato espressamente inserito solo l’emendamento che protrae per altri due anni lo svolgimento dell’esame di Stato con l’ausilio dei codici annotati (per approfondimenti: Avvocati: esami con le vecchie regole per altri due anni).

Certo, la data del 28 settembre riservata ai nuovi tirocinanti che saranno soggetti all’obbligo, dunque ancora un paio di mesi potranno essere utilizzati per organizzare lo svolgimento dei corsi che dovranno essere seguiti da tutti i tirocinanti.

Ci si chiede come questo si adatter alle diverse modalit di svolgimento della pratica. Ad esempio, nota la possibilit di anticipare (a determinate condizioni) i primi sei mesi di pratica all’ultimo anno del corso di laurea, ma al momento non si conosce come questa possibilit influir sui corsi di formazione e se anche questi potranno essere eventualmente anticipati.

Inoltre, anche i praticanti che frequentano le Scuole di Specializzazione e coloro i quali svolgono la pratica presso gli Uffici Giudiziari dovranno affrontare i corsi: per i primi si ipotizzano percorsi ridotti da integrare nel biennio di frequenza delle scuole; modalit da valutare anche per i secondi che, invece, svolgono un tirocinio di 18 mesi, di cui l’avvocatura ne riconosce 12, rendendo necessario lo svolgimento presso uno studio legale degli altri 6 mesi di pratica

Inoltre, nonostante i corsi siano di fatto obbligatori per tutti i tirocinanti, il d.m. chiarisce che i soggetti “organizzatori” dei corsi (Consigli degli Ordini, associazioni forensi e altri soggetti previsti dalla legge) possono “programmare il numero delle iscrizioni a ciascun corso” tenuto conto del numero degli iscritti al registro dei praticanti, delle concrete possibilit di assicurare l’effettivit della formazione e dell’offerta formativa complessivamente esistente nei circondari interessati.

Appare difficile che i corsi organizzati dai Consigli dell’Ordine possano “assorbire” tutti i nuovi iscritti, soprattutto in quei circondari dove si registra un elevato numero di praticanti ogni anno. Da nord a sud, infatti, i maggiori COA sono al lavoro per trovare i locali adatti, gestire un eventuale “numero chiuso” e assicurare un’offerta formativa nel rispetto dei requisiti sanciti dalla legge.

Tale organizzazione a numero chiuso, tuttavia, potr penalizzare alcuni tirocinanti che si vedranno costretti che ricorrere a corsi privati tenuti da soggetti accreditati sua dal CNF che dagli Ordini territoriali, oppure presso le Universit: questi, stante le diverse modalit di gestione, avranno costi inevitabilmente maggiori rispetto a quelli organizzati dai COA che stanno cercando di contenere la spesa quanto pi possibile.

Fonte: Studio Cataldi