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Assegnazione temporanea dipendenti pubblici

Assegnazione temporanea dipendenti pubblici

Nel caso in cui: a) un pubblico dipendente abbia un figlio di et inferiore ai tre anni, b) l’attivit lavorativa dell’altro genitore sia localizzata presso la Provincia o la Regione della sede ambita, c) esista un posto disponibile presso la sede di destinazione, egli potr presentare un’istanza di assegnazione secondo le regole dettate dall’art. 42-bis D.lgs. n. 151/2001.

  1. L’istanza di assegnazione ex art. 42 bis D. Lgs. 151/01
  2. Cosa fa l’amministrazione dopo la domanda
  3. A che cosa serve la domanda
  4. A che cosa serve il ricorso

L’istanza di assegnazione ex art. 42 bis D. Lgs. 151/01

Diciamo in sintesi che lo scopo per il dipendente dunque essere assegnato, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attivit lavorativa.

Cosa fa l’amministrazione dopo la domanda

Il beneficio di cui parliamo sottoposto ad una valutazione relativamente discrezionale dell’amministrazione ed soggetto ad una doppia condizione, visto che la norma lo ammette a patto che vi sia un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e vi sia assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione.

Nel caso in cui l’amministraziona decida per il “no” sulla domanda, il dissenso deve essere limitato a casi o a esigenze eccezionali e deve essere motivato accuratamente.

Quando parliamo di “amministrazione” secondo l’accezione accolta da questa particolare norma, facciamo riferimento a tutte le amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado ed istituzioni educative, aziende e amministrazioni dello Stato ad orientamento autonomo, Regioni, Province, Comuni, Comunit montane loro consorzi e associazioni, istituzioni universitarie, istituti autonomi case popolari e cos via.

A che cosa serve la domanda

Per il dipendente, serve a rendere effettivo il diritto all’unit della famiglia, garantendo la convivenza del nucleo familiare; si tratta di una forma di tutela prioritaria per le esigenze della famiglia e dei minori, che riflette la preminenza dell’interesse pubblico alla protezione del nucleo familiare rispetto a quello dell’organizzazione e del buon andamento dei pubblici uffici.

Per l’amministrazione, serve ad individuare accuratamente le esigenze organizzative, chiarendo quali siano le eventuali carenze di organico che confortano l’eventuale diniego.

A che cosa serve il ricorso

Nel caso l’amministrazione neghi il beneficio, l’Ordinamento offre al dipendente la possibilit di presentare scritti difensivi e un ricorso in sede giudiziale.

Con l’atto giudiziale il ricorrente mira a rimuovere l’ostacolo alla concessione del beneficio frapposto dall’amministrazione.

A proposito di ricorsi, va detto che gli orientamenti ultimi delle varie Corti e Tribunali vanno sempre di pi verso il rafforzamento della tutela del nucleo familiare.

Altre informazioni su questo argomento?

Contatta l’Avv. Francesco Pandolfi

3286090590

avvfrancesco.pandolfi66@gmail.com

Fonte: Studio Cataldi