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Assegno di divorzio: ecco come cambia

Assegno di divorzio: ecco come cambia

Approda in Aula alla Camera la proposta di legge di modifica dell’assegno di divorzio, con le modifiche operate dalle Commissioni competenti. Ecco le ultime novità e il testo

di Lucia Izzo – Approderà oggi in aula alla Camera la proposta di legge d’iniziativa dell’on. Morani (PD) recante modifiche all’art. 5 della L. 898/1970 in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell’unione civile (sotto allegata).
  1. La riforma dell’assegno divorzile
  2. Assegno post-divorzio: la riforma in Aula alla Camera
  3. In soffitta il tenore di vita: i nuovi criteri dell’assegno di divorzio
  4. Divorzio: in arrivo l’assegno a tempo
  5. Cosa accadrà ai divorzi in corso?

La riforma dell’assegno divorzile

La giurisprudenza, infatti, ha precisato che l’assegno di divorzio ha natura assistenziale, compensativa e perequativa e che, ai fini della determinazione della sua entità, non sarà più possibile soffermarsi sul solo criterio del tenore di vita, utilizzato per quasi trent’anni dalla giurisprudenza, dovendosi invece adottare criteri compositi che tengano conto di diversi fattori.
Un emendamento in Commissione, tuttavia, ha sancito il venir meno (almeno per ora) del carattere compensativo dell’assegno, previsto dalle Sezioni Unite e anche in origine dalla proposta di legge che parlava di un esborso “destinato a equilibrare, per quanto possibile, la disparità che lo scioglimento o la cessazione degli effetti del matrimonio crea nelle condizioni di vita rispettive dei coniugi”. Quest’ultimo passaggio, però, è stato del tutto stralciato nel corso dell’esame in Commissione.

Assegno post-divorzio: la riforma in Aula alla Camera

Per il resto, la proposta di legge (qui sotto allegata) ha raccolto il parere favorevole delle competenti Commissioni, seppur con alcuni ritocchi all’impianto originario. Si è però già registrato in seno alle Commissioni un consenso bipartisan su un testo a cui hanno lavorato anche molti esperti del mondo del diritto, giuristi e magistrati, e ritenuto per questo particolarmente “equilibrato”.

In soffitta il tenore di vita: i nuovi criteri dell’assegno di divorzio

La legge vuole recepire la scelta, già evidenziata dalle Sezioni Unite, di adottare altri criteri che siano maggiormente aderenti ai mutamenti economico-sociali intervenuti nella società attuale. In particolare, nella determinazione dell’assegno, il giudice dovrà effettuare una valutazione che tenga conto dei seguenti parametri:

Le Commissioni hanno, invece, ritenuto opportuno stralciare dal suddetto elenco il criterio, previsto in origine, del “comportamento complessivamente tenuto da ciascuno in ordine al venir meno della comunione spirituale e materiale”.

Divorzio: in arrivo l’assegno a tempo

Altra importante novità è quella che fende l’assegno post-divorzio “temporaneo” e non più dovuto per sempre. Tenuto conto di tutti i criteri sopra enunciati, il giudice avrà la possibilità di “predeterminare la durata dell’assegno nei casi in cui la ridotta capacità reddituale del richiedente sia dovuta a ragioni contingenti o comunque superabili”.

Invece, si precisa a chiare lettere che l’assegno non sarà più dovuto in una serie di ipotesi, ovvero nel caso di nuove nozze, di unione civile con altra persona o di una stabile convivenza (ex art. 1, comma 36, L. n. 76/2016) anche non registrata, del richiedente l’assegno. Ancora, l’obbligo di corresponsione dell’assegno neppure sorgerà nuovamente a seguito di separazione o di scioglimento dell’unione civile o di cessazione dei rapporti di convivenza.

Cosa accadrà ai divorzi in corso?

La riforma non guarda solo all’avvenire, ovvero ai divorzi che si incardineranno in futuro a seguito della sua definitiva entrata in vigore, ma anche a quelli in corso.

Fonte: Studio Cataldi