fbpx
 

Autonomie e province, ecco il nuovo fronte aperto Lega-M5S

Autonomie e province, ecco il nuovo fronte aperto Lega-M5S

Portato alla casa leghista il decreto sicurezza e in quella pentastellata il primo via libera al disegno di legge anti-corruzione,
un nuovo fronte interno alla maggioranza gialloverde bell’e pronto e riguarda gli enti locali. Su due piani: l’attuazione
dell’Autonomia differenziata per dare pi competenze alle Regioni, che vede in prima fila Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna,
e la riforma degli ordinamenti locali che dovr far uscire dal congelatore le Province.
In entrambi i casi la spinta arriva dalla Lega, che su questo terreno trova il modo di rimettere in agenda le parole pi care
al cuore storico del suo elettorato nordista.


Parole che per lasciano fredda la maggioranza dei Cinque Stelle. Dobbiamo portare in fretta l’autonomia in consiglio dei
ministri, ha ribadito nelle scorse ore il leader del Carroccio Matteo Salvini. Ma garantisco che il completamento dell’iter non comporter un surplus fiscale trattenuto al Nord, ha spiegato ieri alla
Camera la ministra per il Sud Barbara Lezzi, assicurando di lavorare costantemente per garantire misure omogenee per tutto
il territorio nazionale. Sulla riforma degli enti locali il quadro pi complesso. I Cinque Stelle sono sul dossier, a partire
dalla sottosegretaria al Mef Laura Castelli, per costruire le nuove regole su dissesto, piccoli Comuni e tesorerie locali. Ma la Lega, da Salvini a Giorgetti
al sottosegretario al Viminale Candiani, vuol far salire sullo stesso treno il ritorno in grande stile delle Province, buttando
al macero anche il cervellotico sistema di elezione indiretta con cui i politici comunali votano quelli provinciali. Ma tra
le promesse di Di Maio in campagna elettorale c’erano anche le tre righe della riforma costituzionale che abolisce la parola
province dalla storia del nostro Paese.

LA GALASSIA DELLE SOCIET E DELLE PARTECIPAZIONI COMUNALI

(Fonte: elaborazione Ifel su dati CERVED PA 2018)

Finora la corrente stata sotterranea, ma le prossime sono le settimane decisive. Il cantiere dell’autonomia differenziata
con le funzioni aggiuntive per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna aperto da pi di un anno. I tre presidenti hanno scritto
luned al premier Conte per reclamare tempi rapidi e certi, ma la risposta di Palazzo Chigi non potuta andare oltre il
quanto prima. Anche perch prima di portare l’intesa al consiglio dei ministri serve il parere dei ministeri competenti
sulle varie materie che le regioni chiedono per s. Lombardia e Veneto chiedono tutte le 23 voci oggi condivise fra Stato
e Regioni, l’elenco dell’Emilia Romagna si articola in 15 capitoli.  coinvolto, insomma, tutto il governo. Ma i ministeri
targati M5S rispondono a ritmi molto pi lenti rispetto a quelli a guida leghista.

Il ritorno delle Province dovr invece provare a farsi strada nella delega sulla riforma degli enti locali, collegata alla
manovra. Le riunioni tecniche sono in pieno corso, dopo l’avvio dato dal Milleproroghe estivo che ha chiesto di istituire un tavolo tecnico sul tema, e la questione si intreccia con le nuove regole per ritentare
le gestioni associate nei piccoli Comuni e per provare a dare una soluzione alle crisi eterne degli enti locali in dissesto
e pre-dissesto. E la delega dovr accelerare il passo per arrivare entro gennaio, mentre altri collegati alla manovra sono
gi in Parlamento come il disegno di legge Bongiorno sulla Pa (venerd scade il termine per gli emendamenti in commissione
Lavoro al Senato).

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore