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Autovelox e multe: di cosa parliamo quando parliamo di postazioni di controllo

Autovelox e multe: di cosa parliamo quando parliamo di postazioni di controllo

1. Inquadramento
2. Motivi della decisione
3. Epilogo

E allora ci trasferiamo momentaneamente al Giudice di Pace di Frosinone per vedere quale destino abbia avuto una delle opposizioni… romantiche e dell’idealit che l’Avv. Roberto Iacovacci va presentando per il Lazio ed altrove per censurare e per stigmatizzare l’operato, talvolta inconcepibile/impensabile, degli enti locali. La sentenza la n. 143 decisa dalla Dott.ssa Caterina Di Vito il 21 febbraio 2018, e, poi, pubblicata con deposito in Cancelleria del 7 marzo 2018. Il pensiero va sempre istintivamente al mio autore statunitense preferito Ray Carver, immenso e sfortunato scrittore (e pescatore di salmoni) asseritamente minimalista, ed al titolo di una raccolta di racconti esemplare per chi si avvicini al foglio bianco, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore. Titolo che prendiamo nuovamente in prestito per commentare questa recente pronuncia in tema di autovelox. La GdP frusinate si dimostra padrona della materia; progredisce nello stendere la motivazione in modo ordinato, lineare ed istruttivo prendendo le mosse dalla reiezione dell’eccezione di carenza di legittimazione passiva; risponde all’ente eccipiente che, anche se l’infrazione stata elevata dalla Polizia Municipale, “legittimata passiva unicamente l’autorit amministrativa che ha irrogato la sanzione, ovvero il Prefetto” e menziona al riguardo Cass., Sez. VI, ordinanza 4 aprile 2013, n. 8344. Vale a dire la Prefettura di Frosinone. Sul problema della preventiva segnalazione in ordine al posizionamento degli autovelox, ricorda che “il legislatore prima e la prevalente giurisprudenza di legittimit e di merito poi, hanno pi volte posto l’evidenza sulla necessit di dare informativa agli utenti della strada circa l’esistenza dei limiti di velocit e l’utilizzo di mezzi di rilevamento elettronico, informativa di carattere preventivo che consista in una divulgazione con i requisiti della congruit, dell’idoneit e della correttezza”.

Ovviamente “la segnaletica – prosegue l’Onorario frusinate nella sentenza 7.3.2017 – deve essere idonea per dimensionamento, visibilit, leggibilit e posizionamento e che la violazione di uno solo di questi parametri pu provocare l’illegittimit dell’accertamento secondo prudente apprezzamento”. Conclude il GdP laziale: “Peccato che agli atti del procedimento non risulti depositata alcuna documentazione, anche fotografica, da far ritenere rispettato il principio poc’anzi ricordato”. Infatti, dev’esser consentito all’utente viario di “regolare per tempo la velocit di percorso”. In ordine alla taratura degli…ordigni soggiunge che “occorre dire che il principio consolidato secondo cui gli apparecchi non tarati o non sottoposti a controlli periodici non sono da considerare attendibili” viene affermato ai pi elevati livelli: ad esempio come Corte Cost. 18 giugno 2015, n. 113, e Cass., Sez. II Civ., 11 maggio 2016, n. 9645. Ispirandosi proprio alla pronuncia della Consulta la S.C. testualmente stabilisce: “per effetto della detta decisione della Corte regolatrice, deve ritenersi affermato il principio che tutte le apparecchiature di misurazione della velocit (che elemento valutabile e misurabile) devono essere periodicamente tarate e verificate nel loro corretto funzionamento, che non pu essere dimostrato o attestato con altri mezzi quali le certificazioni di omologazione e conformit“.

Talch, il certificato di taratura di per s non legittima il corretto funzionamento dell’apparecchiatura.

Ricordiamo che la Corte Costituzionale 113/2015 ha dichiarato l’illegittimit costituzionale dell’art. 45, 6 co., del Codice della Strada per violazione dell’art. 3 Cost. nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni di limiti di velocit siano sottoposte a verifiche con periodicit, sia in ordine alla taratura che alla funzionalit.

In effetti, cos come interpretata sino a quel momento (2015), la norma esonerava i soggetti utilizzatori dall’obbligo di verifiche periodiche di funzionamento e taratura e ci collide con il principio di ragionevolezza.

Poich “l’Autorit opposta, pur a conoscenza della contestazione posta dall’opponente, non ha fornito alcun chiarimento al riguardo, anche se su di lei incombeva l’onere della prova”, ricorso accolto, provvedimento a carico della ditta impugnante annullato e spese more solito compensate.

Fonte: Studio Cataldi