fbpx
 

Avvocati: le nuove regole per i curatori fallimentari

Avvocati: le nuove regole per i curatori fallimentari

Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza fissa criteri per l’accesso all’Albo dei curatori, liquidatori e commissari da parte di avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro

di Lucia Izzo – È approdato in Gazzetta Ufficiale, n. 38 del 14-2-2019 – Suppl. Ordinario n. 6, il d.lgs. n. 14/2019 (qui sotto allegato) recante il nuovo “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”.

  1. Il nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza
  2. Curatori fallimentari: il nuovo albo
  3. Chi può accedere all’albo?
  4. Requisiti per accedere all’albo
  5. Gli obblighi di formazione

Il nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza

Il testo entrerà in vigore decorsi 18 mesi dalla data della sia pubblicazione in G.U., salvo alcuni articoli puntualmente menzionati che, invece, saranno in vigore dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione. Tra questi rientrano gli artt. 356 e 357 che si occupano dell’Albo degli incaricanti della gestione e del controllo nelle procedure.

Curatori fallimentari: il nuovo albo

La vigilanza sull’attività degli iscritti verrà esercitata dallo stesso Ministero che dovrà altresì disciplinare il funzionamento dell’albo attraverso un proprio decreto, di concerto con il MEF, da adottare entro il 1° marzo 2020.

Tale provvedimento stabilirà le modalità di iscrizione all’albo, quelle di sospensione e cancellazione dallo stesso e quelle dell’esercizio del potere di vigilanza. Ancora, il decreto ministeriale dovrà indicare l’importo del contributo necessario per l’iscrizione e per il mantenimento dell’albo, tenuto conto delle spese per realizzare, sviluppare e aggiornare l’albo medesimo.

Chi può accedere all’albo?

– degli iscritti agli albi degli avvocati, dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dei consulenti del lavoro;

– degli studi professionali associati o società tra professionisti, sempre che i soci delle stesse siano in possesso dei requisiti professionali suddetti (iscrizione all’albo) e, in tal caso, all’atto dell’accettazione dell’incarico, dovrà essere designata la persona fisica responsabile della procedura.

Inoltre, la norma prevede che possano essere chiamati a svolgere le funzioni suddette anche coloro che abbiano svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società di capitali o società cooperative, dando prova di adeguate capacità imprenditoriali e purché non sia intervenuta nei loro confronti dichiarazione di apertura della procedura di liquidazione giudiziale.

Requisiti per accedere all’albo

Affinché tali soggetti possano iscriversi al nuovo albo, tuttavia, sono previsti ulteriori e indispensabili requisiti. In primis, agli iscritti è richiesto il possesso di requisiti di onorabilità quali:

– non versare in una delle condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dall’articolo 2382 del codice civile;

– non essere stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria ai sensi del d.lgs. n. 159/2011;

– non essere stati condannati con sentenza passata in giudicato, salvi gli effetti della riabilitazione, per una serie di reati (tra cui quelli in materia bancaria, finanziaria, tributaria, contro la P.A., ecc.);

– non avere riportato negli ultimi cinque anni una sanzione disciplinare più grave di quella minima prevista dai singoli ordinamenti professionali.

Gli obblighi di formazione

Questi coesistono, nel dettaglio:

– lettera b) nel possesso di una specifica formazione acquisita tramite la partecipazione a corsi di perfezionamento, di durata non inferiore a 200 ore, nell’ambito disciplinare della crisi di impresa e di sovraindebitamento;

– lettera c), nello svolgimento, presso uno o più organismi, curatori fallimentari e commissari giudiziali, di un periodo di tirocinio di durata non inferiore a sei mesi;

– lettera d), nell’acquisizione di uno specifico aggiornamento biennale, di durata complessiva non inferiore alle 40 ore, nell’ambito disciplinare della crisi dell’impresa e di sovraindebitamento.

Tuttavia, ai fini del primo popolamento dell’albo, la norma consentirà l’iscrizione all’albo dei soggetti/professionisti ammessi che, alla data di entrata in vigore dell’art. 356 (dopo 30 giorni dalla pubblicazione del Codice in G.U.), documentano di essere stati nominati curatori fallimentari, commissari o liquidatori giudiziali in almeno quattro procedure negli ultimi quattro anni.

Tuttavia, per mantenere l’iscrizione sarà sempre necessario uno specifico aggiornamento biennale. Inoltre, il Codice affida alla Scuola superiore della Magistratura il compito di elaborare le linee guida generali per la definizione dei programmi dei corsi di formazione e aggiornamento.

Fonte: Studio Cataldi