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Barriere «mortali», perché hanno sequestrato 12 viadotti dell’autostrada A16

Barriere «mortali», perché hanno sequestrato 12 viadotti dell’autostrada A16

Anche stavolta sono stati sequestrati viadotti in autostrada, ma il rischio di crolli non c’entra. E nemmeno quello di volare giù dopo aver urtato la barriera laterale come il bus che
fece 40 morti nel 2013 sulla A16 vicino Avellino. Il sequestro disposto venerdì 3 maggio dalla Procura di Avellino riguarda 12 viadotti della stessa A16, ma non la loro intera struttura: solo le barriere.

Dopo la strage del bus, queste barriere furono modificate per risolvere il problema di corrosione degli ancoraggi emerso con
questa tragedia.


Ora s’indaga su altri rischi, tra cui quello che la modifica produca danni a chi le urta: come Il Sole 24 Ore anticipò il 12 ottobre 2018, il Consiglio superiore dei lavori pubblici espresse il dubbio che la modifica irrigidisse eccessivamente le barriere, che
quindi reggerebbero all’urto ma provocando lesioni mortali agli occupanti dei veicoli.

La questione è ancora aperta: a febbraio Autostrade per l’Italia ha effettuato i crash test richiesti dal Consiglio superiore, che ora deve ufficializzare un nuovo parere. Ma non sembra ancora
del tutto convinto della documentazione ricevuta.

Nel frattempo, la società metterà barriere morbide di plastica davanti a quelle sequestrate. Ma ciò comporta restringimenti
di carreggiata che rallentano il traffico, con conseguenze forse anche in questo week-end di rientro dalle vacanze. E, soprattutto,
non è ancora chiaro quanti chilometri a rischio ci sono sull’intera rete, dove quella tipologia di barriere, dove quella tipologia era molto diffusa negli anni Ottanta.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore