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Buche stradali, i casi in cui il Comune non deve pagare i danni

Buche stradali, i casi in cui il Comune non deve pagare i danni

Non tutte le buche sono uguali. Almeno per la giurisprudenza. Ci sono quelle ricoperte da foglie, quelle poco visibili, quelle modeste, buie, illuminate, vicine o lontane da casa.

Negli ultimi tempi diverse sentenze hanno escluso o riconosciuto la responsabilit dell’ente gestore della strada a seconda del grado di responsabilit del pedone. Conta anche l’incedere di chi inciampa. Camminare senza guardare per terra perch distratti dalla compagnia pu portare, ad esempio, ad escludere il risarcimento del danno. Cos come cadere vicino casa, perch i luoghi sono conosciuti e la distrazione non perdona. Ma anche l’et e l’agilit possono escludere il risarcimento perch avrebbero potuto evitare la caduta.

Le responsabilit dell’ente

Dal punto di vista giuridico, la presenza della buca pu dar luogo a una responsabilit oggettiva dell’ente che, nella sua qualit di custode, ne risponde (articolo 2051 del Codice civile) a meno che non provi il caso fortuito che pu essere determinato anche dal pedone. Da solo, il caso fortuito infatti in grado di escludere il nesso di causalit tra la caduta e l’omessa manutenzione del tratto stradale.

La buca pu essere poi qualificata anche come insidia e dare luogo (articolo 2043), a responsabilit tutte le volte in cui il pericolo non fosse prevedibile n evitabile. L’ente non risponde per se la situazione di pericolo stata improvvisa e non era conosciuta n conoscibile: ad esempio se la buca si formata a causa di un evento atmosferico improvviso o per la caduta repentina di un masso.

Risponde invece degli avvallamenti prevedibili causati da usura o dissesto e non segnalati. In questi casi solo la negligenza del pedone pu salvare l’ente gestore. Cos il Comune non ha risarcito la signora caduta in una buca di 5 centimetri dopo essere scesa dalla macchina perch l’avvallamento era distante, quindi superabile, soprattutto in un giorno estivo con buona luminosit (Corte di appello di Milano, sentenza 527/2017). I giudici hanno applicato il principio secondo cui, quando la caduta ascrivibile alla sola responsabilit del danneggiato, la sua condotta interrompe il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, se non altro per la mancata attenzione, sempre esigibile dall’utente della strada.

Le prove

Attenzione anche alla prova del fatto. Se il pedone pretende il risarcimento del danno dovr dimostrare con assoluta certezza la presenza della buca e che la caduta sia derivata proprio da quest’ultima. Importante sar allora precisare da subito nel referto del pronto soccorso che la caduta derivata da un’insidia stradale, cos come non basta la fotografia per dimostrare la presenza dell’avvallamento. Occorre infatti che la documentazione fotografica abbia data certa, meglio quindi se rafforzata da testimoni diretti. Lo ha precisato la Cassazione, che ha negato il risarcimento a un motociclista, che aveva riportato lesioni a seguito di una asserita buca non segnalata. Per la Corte, la riproduzione fotografica da cui non emerge anche il dato temporale non pu provare i fatti (Cassazione, sentenza 28665/2017).

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Fonte: ilSole24ore