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Cassazione: risarcimento del danno per le ore di lavoro eccessive

Cassazione: risarcimento del danno per le ore di lavoro eccessive

Svolgere il proprio lavoro alle dipendenze di un’azienda, per un numero di ore che oltrepassa di molto quelle contrattualmente previste, determina l’insorgenza di un diritto al

in favore del lavoratore che le ha effettivamente prestate, anche se in qualche modo egli abbia acconsentito allo straordinario.

  1. Il fatto
  2. Il danno da usura psico-fisica
  3. In pratica

Il fatto

La vicenda, che in causa ha in seguito portato all’elaborazione del criterio, è stata quella del dipendente il quale, pur avendo lavorato per alcuni anni per un monte ore molto al di sopra di quelle pattuite con il CCNL Istituti di Vigilanza Privata, non aveva percepito l’esatta retribuzione, nè recuperato il riposo settimanale.

Il danno da usura psico-fisica

Il succo dell’elaborazione giurisprudenziale è, dunque, il seguente.

Dunque, nel caso in cui il lavoratore chieda egli stesso di effettuare ulteriori ore di straordinario non previste contrattualmente, tale manifestazione di volontà non va ad incidere sulla produzione del danno, in quanto sussiste in ogni caso un generale obbligo del datore di tutelare l’integrità psicofisica e la personalità morale del lavoratore (art. 2087 c.c.).

In pratica

L’imprenditore è tenuto ad adottare, nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

La sostanza di tutto questo è che tale danno è risarcibile.

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avvfrancesco.pandolfi66@gmail.com

Fonte: Studio Cataldi