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Cassazione: sì all'azione diretta per l'incidente stradale in cantiere

Cassazione: sì all'azione diretta per l'incidente stradale in cantiere

Nella sentenza n. 17017/2018 (sotto allegata), la Corte di Cassazione ha affrontato la questione relativa all’esperibilit dell’

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La vicenda

Un dipendente di una ditta che stava effettuando dei lavori all’interno di un cantiere, mentre era intento al compimento di operazioni materiali di apertura del cassone, veniva travolto dalla sabbia trasportata sul veicolo a causa dell’errata manovra del conducente. Tale evento ne causava la morte.

Gli eredi, pertanto, proponevano l’azione di risarcimento danni nei confronti della societ proprietaria del camion, del conducente del mezzo stesso e della compagnia che assicurava per la R.C.A. il medesimo veicolo.

In primo grado si costituiva solo la compagnia di assicurazione che eccepiva il proprio difetto di legittimazione e, in particolare, la non operativit della polizza poich il sinistro si era verificato in un’area privata. Il Tribunale di Vibo Valentia rigettava la domanda risarcitoria nei confronti della compagnia, ma la accoglieva nei confronti degli altri convenuti.

Gli eredi, quindi, proponevano impugnazione innanzi alla Corte di Appello di Catanzaro, che confermava il rigetto della domanda risarcitoria nei confronti della compagnia cos come statuito nel primo grado di giudizio. Gli stessi proponevano, dunque, ricorso per Cassazione.

Sinistro in cantiere, ammissibile azione diretta

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso quanto al secondo motivo, concernente l’esperibilit dell’azione diretta verso l’assicuratore, prevista dall’art.1441 del D.Lgs. n.209 del 7.9.2005 c.d. Codice delle Assicurazioni (gi disposta dall’art.18 della Legge n.990/1969), anche per i sinistri verificatisi su aree equiparate alle strade ad uso pubblico.

Sul punto la Corte afferma che “la natura privata del cantiere, luogo dell’incidente, non diversamente da quanto ritenuto dalla Corte catanzarese di per s incompatibile con la qualificazione dello stesso come area di uso pubblico, ai fini ed agli effetti dell’esperibilit dell’azione diretta, gi contemplata dalla L. n.990 del 1969. A tal proposito, infatti, nella costante giurisprudenza della Suprema Corte stato ribadito il principio per cui “ai sensi della L. n.990 del 1969, artt. 1 e 18 (applicabili “ratione temporis”), l’azione diretta nei confronti dell’assicuratore del responsabile spetta al danneggiato quando il sinistro sia avvenuto in un’area che, sebbene privata, possa equipararsi alla strada di uso pubblico, in quanto aperta a un numero indeterminato di persone, che vi hanno accesso giuridicamente lecito, pur se appartenenti a uno o pi specifiche categorie e pur se l’accesso avvenga per finalit peculiari e in particolari condizioni”.

Tra l’altro viene specificato che il principio stato affermato proprio in riferimento ad una fattispecie relativa ad un “cantiere” (da ultimo Cass. Civ., Sez. III, n.9441/2012; in senso conforme gi Cass. Civ., Sez. III, n.20911/2005, e Cass. Civ., Sez. III, n.4603/2000).

Pertanto, la Corte di Cassazione, in accoglimento del ricorso, cassa la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro impugnata e rinvia alla medesima Corte di Appello, in diversa composizione, per la decisione nel merito e per la liquidazione delle spese anche del giudizio in Cassazione.

Fonte: Studio Cataldi