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Cessione d’azienda, parametri Fimaa validi per l’accertamento

Cessione d’azienda, parametri Fimaa validi per l’accertamento

L’accertamento del maggior valore dell’azienda ceduta, stimato sulla base dei parametri del listino Fimaa (Federazione italiana
mediatori agenti d’affari), legittimo in quanto, pur non possedendo i crismi di una certificazione legale, costituisce comunque
il risultato di rilevazioni di mercato compiute dall’associazione degli operatori che gestiscono il mercato dei complessi
immobiliari e aziendali ubicati nel territorio. Soprattutto se il contribuente non fornisce alcun elemento circa l’inattendibilit
dei valori esposti nel listino, in modo da mettere in crisi la loro congruit in rapporto all’andamento del mercato. Questo
il principio che si ricava dalla sentenza della Ctr Milano n. 5610/2018.

Il caso

La controversia riguardava l’impugnazione da parte di due societ (cedente e cessionaria) di un avviso di rettifica e liquidazione
emesso in relazione alla cessione di un ramo d’azienda consistente in un esercizio di ristorazione. Le eccezioni avanzate
dalle ricorrenti erano basate in diritto sul difetto di motivazione, in quanto all’atto impositivo non era stato allegato
il citato listino Fimaa; in fatto, per non avere l’ufficio tenuto conto n della redditivit effettiva dell’esercizio n che
l’attivit era iniziata da circa un anno e mezzo.

La rideterminazione del valore

L’Agenzia ribadiva la correttezza della rideterminazione del valore dell’azienda effettuata sulla base delle indicazioni del
listino prezzi delle aziende pubblicato dal Caam/Fimaa, prendendo a base il parametro del 65% degli incassi, tenuto conto
dell’ubicazione dell’esercizio e del possesso inferiore agli otto anni. Precisava , inoltre, che il citato listino pubblico,
che non vi pertanto alcun obbligo di allegazione e che il ricorrente non avesse prodotto alcun metodo alternativo a quello
utilizzato. La Ctp accoglieva il ricorso sul difetto di motivazione, in quanto il listino delle valutazioni Caam/Fimaa non
un atto pubblico n facilmente reperibile.

La decisione

La Ctr, chiamata a pronunciarsi in virt dell’appello di parte pubblica, decide di riformare la decisione. I giudici regionali
ammettono che effettivamente il listino prezzi Caam/Fimaa non pu essere considerato atto pubblico consultabile da chiunque;
tuttavia, se l’atto richiamato stato pubblicato su albi o bollettini ufficiali, sufficiente l’indicazione degli estremi
dell’atto e degli altri elementi necessari all’individuazione della pubblicazione (Cassazione Sezioni Unite, 11722/2010).

Quanto al merito, poi, la determinazione del valore dell’azienda operato dall’ufficio, prendendo in esame i ricavi generati
dall’esercizio commerciale oggetto di cessione e stimato in rapporto ai parametri del pi volte citato listino, appare al
collegio congrua alla luce dell’andamento del mercato. Sulla base di tali argomentazioni la Ctr accoglie l’appello, in quanto
le ricorrenti non hanno fornito elementi circa la ritenuta inattendibilit dei valori esposti nel listino Fimaa e ricordando
che quest’ultimo pur non possedendo i crismi di una certificazione legale, costituisce comunque il risultato di rilevazioni
di mercato compiute dall’associazione degli operatori che gestiscono il mercato dei complessi immobiliari e aziendali ubicati
nel territorio.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore