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Che cos'è il DEF e perché dovrebbe interessarci

Che cos'è il DEF e perché dovrebbe interessarci

Sono state numerose le riforme sulla contabilit pubblica che hanno condotto alla recente nomenclatura, vantando il DEF degli illustri

. Si pensi al DFP (decisione di finanza pubblica) – introdotto dalla legge 196 del 2009 (in vigore dal gennaio 2010) – che a sua volta interveniva in sostituzione del forse pi celebre DPEF (documento di programmazione economico finanziaria).

Al di l delle terminologie, ci si deve chiedere che cosa contempla concretamente il DEF, e se, questa fase di stallo alla guida del nostro Paese – incapace di esprimere un governo – procurer pregiudizio all’intera Nazione.

Def, la sessione di aprile

Il mese di aprile per l’esercizio economico e finanziario del nostro ordinamento, il primo appuntamento della programmazione. Il DEF, come precedentemente descritto, deve essere presentato alle Camere dal Governo entro il 10 Aprile di ogni anno, dovendo trovare un vero e proprio raccordo (effettivo aggancio), anche a livello europeo. Perch? Ai sensi dell’articolo 9, comma 1, della legge 196 del 2009 – come modificata dalla n. 39 del 2011 – devono essere presentati a due delle pi importanti istituzioni europee (Consiglio e Commissione UE), entro la fine del mese di Aprile: Programma di Stabilit e Programma nazionale di riforma.

Essi costituiscono la Prima e la Terza sezione del DEF.

Nella prima sezione (Programma di stabilit), si illustrano gli obiettivi da conseguire al fine di ridurre il debito pubblico.

Nella terza (Programma nazionale di riforma), si indicano: stato di avanzamento delle riforme gi avviate; squilibri macroeconomici nazionali; fattori di natura macroeconomica incidenti sulla competitivit; riforme da attuare e priorit del Paese i cui tempi sono, peraltro, da ragguagliare agli obiettivi programmatici di cui alla prima sezione precedentemente citata; ed, infine, prevedibili riforme aventi ad oggetto crescita dell’economia e aumento dell’occupazione.

I documenti allegati e la sezione seconda

La struttura del DEF non termina qu, ma si compone di ulteriori documenti allegati contenenti altrettante indicazioni che la Comunit Europea non pu non conoscere. Il riferimento ad informazioni circa eventuali disegni di legge che si collegano alla manovra di finanza pubblica; esposizione di risorse da destinare alle singole Regioni in una ai trasferimenti ad enti locali e province autonome di Trento e di Bolzano (sia correnti che in conto capitale); relazione di sintesi sulle aree sottoutilizzate; ulteriori documenti predisposti rispettivamente da Ministro delle infrastrutture e dei trasporti[1] e dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio.

Il tutto, con la non meno fondamentale seconda sezione, contenente: analisi del conto economico e del conto di cassa delle amministrazioni pubbliche nel precedente anno; previsioni tendenziali a legislazione vigente (di almeno un triennio); previsioni che abbiano dovuto riguardo al debito delle Pubbliche Amministrazioni; conti dei principali settori di spesa, con particolare riferimento al pubblico impiego; previsioni anche sul saldo di cassa del settore statale con rispettive coperture.

Il ritardo pregiudizievole

A giudicare dai contenuti e dalle scadenze appena esposte, non vi chi non veda che tale assenza del timoniere stia comportando un sacrificio di non poco momento sol se si considera l’ampio ritardo italiano rispetto allo scopo di coordinare le politiche di bilancio degli Stati membri della zona euro ove in vigore il Patto di stabilit e crescita. L’auspicata maggiore integrazione in tema di politiche di bilancio, considerata a livello europeo la precondizione del completamento del processo di integrazione (quale strada per superare la crisi del debito sovrano), sembra essere abbastanza lontana poich, il DEF del mese corrente, sconter inevitabilmente l’assenza di progettualit non potendo, il governo uscente, programmare o promettere dinanzi alle istituzioni dell’Unione, interventi che non rientrino nell’ordinaria amministrazione.

[1] Art. 1, comma 1, L. 443 del 2001

Fonte: Studio Cataldi