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Condominio, boom di affitti brevi e bed&breakfast. Ma i vicini di casa sono in rivolta

Condominio, boom di affitti brevi e bed&breakfast. Ma i vicini di casa sono in rivolta

Servizioimmobili e sentenze

di Augusto Cirla

Quando l’affitto breve deve fare i conti con l’elevata concorrenza

3′ di lettura

Viavai di estranei, rumori molesti, odori: chi decide di avviare un’attività di bed & breakfast o di affitti brevi (usando o no la piattaforma Airbnb) nel proprio appartamento in condominio rischia di arrecare pregiudizio alla tranquillità e sicurezza degli altri condomini. Tanto che sono sempre più frequenti le assemblee convocate per discutere e a deliberare sulla possibilità di modificare il regolamento per vietare lo svolgimento di attività di B&B.

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Ma, nonostante gli ormai numerosi interventi dei giudici, manca ancora un preciso orientamento sia sulla natura delle attività di bed & breakfast e di affitto breve (con alcune pronunce che le equiparano alle locazioni e altre per cui sono sovrapponibili all’attività alberghiera), sia sulle modalità e i tempi con cui il regolamento può impedirne lo svolgimento all’interno del condominio.

In linea generale, simili divieti possono essere previsti in origine nel regolamento di natura contrattuale, vale a dire quello predisposto dal costruttore dell’edificio o dall’originario unico proprietario di esso, allegato o semplicemente richiamato nei singoli atti di compravendita e accettato dall’acquirente. Il divieto di B&B può anche risultare da una delibera assembleare, purché assunta con il consenso unanime di tutti i partecipanti al condominio e poi trascritta nei registri immobiliari.

Con le stesse modalità deve essere deliberata la clausola da inserire nel regolamento già esistente con cui si vieta lo svolgimento in condominio dell’attività di bed & breakfast o simili.

Fonte: ilSole24ore