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Congedi parentali, il calcolo delle indennità va fatto sul full time

Congedi parentali, il calcolo delle indennità va fatto sul full time

Il calcolo delle indennit di licenziamento e di riqualificazione di un dipendente in congedo parentale a tempo parziale deve
essere effettuato sulla base della retribuzione a tempo pieno e un’eventuale normativa nazionale contraria comporta una discriminazione
indiretta in ragione del sesso. Questo, in estrema sintesi, il principio affermato dalla Corte di Giustizia Ue nella sentenza
di oggi sulla causa C-486/18RE.

La vicenda parte dal’assunzione a tempo determinato e full time, nel 1999, di una donna in qualit di assistente commerciale.
Il contratto era poi passato tempo indeterminato nel 2000. Aveva usufruito di vari congedi per maternit e parentali, l’ultimo
in forma di riduzione del 20% dell’orario di lavoro. La contestazione era sulle modalit di calcolo dell’indennit di licenziamento
e dell’indennit per congedo di riqualificazione che erano state versate nel contesto del suo licenziamento per motivi economici,
intervenuto durante il suo ultimo congedo parentale part time.


La Corte Ue ha anzitutto precisato che, quando un lavoratore assunto a tempo indeterminato e in regime di tempo pieno licenziato
durante un periodo in cui fruisce di un congedo parentale a tempo parziale, la sua indennit di licenziamento deve essere
determinata unicamente sulla base della retribuzione relativa alle prestazioni di lavoro svolte a tempo pieno dal lavoratore
medesimo.

In questo contesto, si legge nel comunicato della Corte, l’accordo quadro sul congedo parentale osta a una disposizione nazionale
che implica che si prenda in considerazione la retribuzione ridotta che il lavoratore in congedo parentale a tempo parziale
percepisce al momento del licenziamento. E per quanto riguarda l’indennit per congedo di riqualificazione, essa costituisce
un diritto derivante dal rapporto di lavoro, che il lavoratore pu far valere nei confronti del datore di lavoro e non ha
importanza che il versamento non sia automatico, e venga effettuato durante il periodo del congedo di riqualificazione che
eccede la durata del preavviso.

Ecco perch l’indennit per congedo di riqualificazione va determinata esclusivamente sulla base della retribuzione relativa
alle prestazioni di lavoro svolte a tempo pieno dal lavoratore.

Da ultimo, ha precisato la Corte, sussiste una discriminazione indiretta fondata sul sesso quando l’applicazione di un provvedimento
nazionale, pur formulato in modo neutro, di fatto sfavorisca un numero molto pi alto di lavoratori di un sesso che dell’altro,
come accade in concreto per i congedi parentali, che nel concreto riguardano le donne assai pi che gli uomini.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore