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Corte Ue, sì al cumulo di pensione d’invalidità e di vecchiaia in Stati diversi

Corte Ue, sì al cumulo di pensione d’invalidità e di vecchiaia in Stati diversi

L’indennit integrativa della pensione assegnata in Spagna ai lavoratori riconosciuti invalidi permanenti totali compatibile con una pensione di vecchiaia di altro Stato membro o della Svizzera. Sebbene queste prestazioni debbano essere considerate della stessa natura, la clausola di sospensione prevista dalla legislazione spagnola non applicabile all’indennit integrativa in questione. Questo l’esito della sentenza della Corte ue nella causa C-431/16, Instituto Nacional de la Seguridad Social (Inss), Tesorera General de la Seguridad Social (Tgss)/Jos Blanco Marqus).

I fatti

Jos Blanco Marqus beneficiario di una pensione spagnola d’invalidit permanente totale. Ai fini del calcolo dell’importo di tale pensione, sono stati presi in considerazione solo i contributi versati al regime di sicurezza sociale spagnolo. Dal momento che Blanco Marqus, alla data di decorrenza della decisione che aveva riconosciuto il suo diritto alla pensione, aveva pi di 55 anni, gli stata riconosciuta un’indennit integrativa pari al 20% della base di calcolo considerata per determinare l’importo della pensione. La legislazione spagnola, infatti, prevede tale maggiorazione della pensione d’invalidit permanente totale quando il lavoratore abbia un’et pari o superiore ai 55 anni. Al compimento del 65 anno di et Blanco Marqus ha ottenuto, a partire dal mese di marzo 2008, una pensione di vecchiaia della sicurezza sociale svizzera.

Tale pensione di vecchiaia gli stata concessa prendendo in considerazione esclusivamente i contributi sociali da lui versati nell’ambito del regime obbligatorio svizzero. Nel febbraio 2015, l’Instituto Nacional de la Seguridad Social (Inss) (Istituto nazionale di previdenza sociale, Spagna) ha soppresso l’indennit integrativa del 20% percepita da Blanco Marqus, adducendo l’incompatibilit di tale indennit integrativa con il beneficio di una pensione di vecchiaia. L’Inss ha chiesto al sig. Blanco Marqus la restituzione della somma di 17.340,95 euro, corrispondente agli importi erogati a titolo d’indennit integrativa.

Blanco Marqus ha presentato ricorso contro tale decisione dinanzi al Juzgado de lo Social n. 1 de Ponferrada (Tribunale del lavoro n. 1 di Ponferrada, Spagna), il quale si pronunciato in suo favore. Questo giudice, infatti, ha ritenuto che l’indennit integrativa del 20% non fosse incompatibile con il percepimento di una pensione di vecchiaia svizzera, dal momento che il regolamento relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori che si spostano all’interno della Comunit prevede che vi sia incompatibilit solo se la legislazione nazionale stabilisce che siano presi in considerazione a tal fine le prestazioni o i redditi acquisiti all’estero. Orbene, detta norma non esisterebbe nel diritto spagnolo.

L’Inss ha impugnato tale sentenza dinanzi al Tribunal Superior de Justicia de Castilla y Len (Corte superiore di giustizia di Castiglia e Len, Spagna). L’Inss afferma che, secondo la giurisprudenza del Tribunal supremo (Corte suprema, Spagna), l’indennit integrativa del 20% sospesa non solo nel caso in cui un beneficiario svolga un’attivit lavorativa, ma anche nel caso in cui quest’ultimo percepisca una pensione di vecchiaia in un altro Stato membro o in Svizzera, poich tale pensione di vecchiaia rappresenta un reddito sostitutivo dei redditi da lavoro. Dato il contrasto tra giudici nazionali, il Tribunal Superior de Justicia de Castilla y Len ha chiesto alla Corte di giustizia di interpretare il regolamento.
Con l’odierna sentenza, la Corte dichiara che l’indennit integrativa del 20% assegnata ad un lavoratore in Spagna e la pensione di vecchiaia acquisita dal medesimo lavoratore in Svizzera devono essere considerate della stessa natura ai sensi del regolamento, il che potrebbe comportarne l’incompatibilit.

La Corte sottolinea che detta indennit integrativa diretta a tutelare una categoria di lavoratori particolarmente vulnerabili – ossia i lavoratori di et compresa tra i 55 e i 65 anni che sono diventati invalidi permanenti totali e hanno difficolt a trovare lavoro in un settore differente rispetto a quello in cui lavoravano precedentemente.

La Corte aggiunge che l’indennit integrativa del 20% e la pensione d’invalidit permanente totale presentano caratteristiche analoghe a quelle delle prestazioni di vecchiaia, dal momento che sono intese a garantire mezzi di sussistenza a detti lavoratori durante il periodo compreso tra l’accertamento dell’invalidit permanente totale e l’et della pensione.

Inoltre, la Corte dichiara che la disposizione spagnola che prevede la sospensione dell’indennit integrativa del 20%, norma nazionale anticumulo costituente una clausola di riduzione ai sensi del regolamento, non applicabile a tale indennit integrativa, poich quest’ultima non menzionata in un allegato di detto regolamento (l’allegato IV, parte D).

Infatti, tale regolamento prevede in particolare che le clausole di riduzione previste dalla legislazione di uno Stato membro siano applicabili a una prestazione calcolata dall’istituzione nazionale a norma delle sole disposizioni della legislazione che essa applica (come avvenuto sia per il calcolo dell’importo della pensione d’invalidit permanente totale spagnola sia per la pensione di vecchiaia svizzera) ma solo qualora siano soddisfatte due condizioni cumulative:
(i) che l’importo della prestazione sia indipendente dalla durata dei periodi di assicurazione o di residenza compiuti (cosa che, in riferimento all’indennit integrativa del 20%, spetta al Tribunal Superior de Justicia de Castilla y Len verificare);
(ii) che la prestazione sia menzionata nel sopra citato allegato del regolamento.

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Fonte: ilSole24ore