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Costi alti e overdesign Il progetto recepisce solo venti modifiche

Costi alti e overdesign Il progetto recepisce solo venti modifiche

Il progetto finale ormai quasi pronto, arrivato anche il via libera del ministero dell’Ambiente e non dovrebbero esserci
ricorsi al Tar a ritardare la costruzione del nuovo viadotto Polcevera. Che sar anche molto solido. Ma per questo potrebbe
richiedere anche pi tempo per i lavori, a parit di tutte le altre condizioni. E, soprattutto, coster sensibilmente pi
del consueto; un problema che gi stato sollevato proprio al Tar.

Il commissario alla ricostruzione, Marco Bucci, ha appena ricevuto la valutazione d’impatto ambientale “semplificata” (perch
il decreto Genova non obbliga ad acquisire quella consueta) del ministero dell’Ambiente e luned firmer il progetto esecutivo
“di secondo livello”, dopo quello “di primo livello” che corrisponde a quello che normalmente un progetto definitivo (fase
formalmente saltata, sempre con il decreto Genova, sempre per accorciare i tempi). Poi il progetto passer all’approvazione
del Rup (responsabile unico del procedimento), che chieder prima la validazione di Rina Consulting e Conteco Check.

Mercoled scorso a Bucci arrivato anche il “parere” del Consiglio superiore dei lavori pubblici , votato il 26 marzo. Un
atto facoltativo e praticamente col valore di mera consulenza, nella procedura abbreviata resa possibile dal decreto. E Bucci
sottolinea come nel documento sia scritto esplicitamente che le eventuali implementazioni non devono influenzare il progetto
architettonico. Dove si poteva implementare, dice Bucci, lo abbiamo fatto. Abbiamo inserito una ventina di modifiche; che
riguardano ad esempio l’asfalto speciale o il numero (20) e l’altezza (25-30 metri invece degli iniziali 50, cosa che consente
di diminuirne lo spessore) dei lampioni che illumineranno il ponte. Altre scelte, invece, sono state mantenute. Tutti i
suggerimenti – aggiunge il commissario – li recepiamo quando possibile e quando non vanno a influenzare l’aspetto architettonico.
Se pesano su quell’aspetto, non li accogliamo, come previsto nello stesso documento del Consiglio.

Sulle corsie di emergenza, ad esempio, la struttura commissariale fa una scelta diversa rispetto alla proposta del Consiglio,
che suggerisce corsie pi strette rispetto al progetto, per non creare effetti ottici che inducano ad andare pi veloci.
Noi invece – dice Bucci – le vogliamo larghe, perch, in futuro, il ponte potrebbe anche diventare a tre corsie, se le gallerie
alla fine saranno aperte con tre corsie. Vedremo come ovviare.

Ma il Consiglio punta l’attenzione soprattutto su un tema finora coperto: il cosiddetto overdesign, cio la scelta di strutture
e materiali ridondanti rispetto a quanto tecnicamente necessario. Si parla soprattutto della possibilit di costruire un ponte
con meno piloni: 10, contro i 18 previsti dal progetto architettonico di Renzo Piano, che per stato assunto dal commissario
come vincolante. Costruire 18 pile anzich 10 comporta s una maggiore sicurezza (anche se il Consiglio ha riconosciuto che
non ci sono problemi di sismicit), ma anche tempi pi lunghi e possibili complicazioni.

I rilievi del Consiglio si possono leggere anche come una critica di fatto ai costi della ricostruzione. Nel contratto fra
il commissario, il progettista (Italferr) e il costruttore (Salini Impregilo),sono fissati in 202 milioni di euro. Circa il
triplo rispetto agli standard. A determinare lo sforamento, oltre all’overdesign, c’ l’urgenza (non solo sul cantiere, ma
anche nelle fabbriche che stanno realizzando “su misura” i pezzi del nuovo ponte).

Sta di fatto che Autostrade per l’Italia (Aspi, che per il decreto Genova deve rimborsare allo Stato i costi di demolizione
e ricostruzione) ha gi messo le mani avanti: in uno dei quattro ricorsi presentati al Tar Liguria contro la nomina del commissario
e i suoi primi atti (con lo scopo di far dichiarare incostituzionale il decreto Genova), eccepisce proprio una non congruit
della spesa rispetto agli standard.

In sostanza, Aspi non vuole allungare i tempi di ricostruzione chiedendo una sospensiva, ma punta a costituirsi una posizione
pi favorevole per il dopo. Che sia una richiesta di danni allo Stato se andr avanti la procedura di caducazione della sua
concessione o la possibilit di trattare meglio una soluzione pacifica (ipotesi che prende quota nelle ultime settimane),
non si pu ancora sapere.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore