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Cresce la spesa dei professionisti per l’Itc

Cresce la spesa dei professionisti per l’Itc

Un miliardo e 265 milioni la cifra che nel 2018 gli studi professionali hanno speso in tecnologie dell’informazione e della
comunicazione (Ict), in aumento del 7,9% rispetto all’anno passato; la stima di spesa per il 2019 di oltre un miliardo e
350 milioni. Gli avvocati sono i professionisti che spendono di meno (in media 6.000 euro) ma registrano la crescita di investimenti
pi elevata (+13,2%), mentre gli studi multidisciplinari dedicano il budget pi alto (15.500 euro), seguiti da commercialisti
(9.400 euro) e consulenti del lavoro (8.900 euro).
La tecnologia pi adottata la firma digitale (97%), seguono la fatturazione elettronica (82%), l’archivio digitale dei documenti
(47%), la conservazione digitale (45%), le reti virtuali private (44%) e le videochiamate (42%).
Sono queste le cifre che risultano all’Osservatorio professionisti e innovazione digitale della school of management del Politecnico
di Milano che ha intervistato 3.946 studi di avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e multidisciplinari.
Gli studi di avvocati sono quelli che hanno la pi elevata percentuale di studi (2%) in grado di investire tra i 100mila e
i 200mila euro; di contro sono anche quelli dove si registra la pi alta percentuale di studi che non hanno effettuato investimenti
in Ict (5%) e la pi alta percentuale (59%) di investimenti sotto i 3mila euro. Per commercialisti e consulenti nel 49% dei
casi l’investimento in tecnologie nel 2018 stato tra i 3mila e i 10mila euro.
Gli studi professionali devono fare ancora molta strada sulle tre direttrici tipiche dell’economia digitale: collaborazione,
digitalizzazione e cultura dell’innovazione.
La collaborazione, che indica il livello di integrazione nel microcosmo dello studio e nell’ecosistema in cui inserito lo
studio stesso, risulta scarsa o insufficiente nel 63% dei casi. Su questo aspetto fanno bene i commercialisti che si avvalgono
di portali per la condivisione documentale nel 37% degli studi, seguono i consulenti del lavoro (32%), fanalino di cosa gli
avvocati (18%); gli studi multidisciplinari si rivelano mediamente i pi evoluti (46%).
La digitalizzazione, cio la diffusione degli strumenti digitali e le prassi digitali nei processi di lavoro e di relazione
scarsa nel 61% degli studi, buona o eccellente nel 39%.
Il pensiero innovativo stenta a decollare, risulta infatti scarso o insufficiente nel 64% dei casi.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore