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Da oggi nuovi reati procedibili a querela e riparabili con denaro

Da oggi nuovi reati procedibili a querela e riparabili con denaro

Si allargano le maglie della procedibilit a querela che abbraccia una nuova serie di reati riparabile con offerta reale. In vigore da oggi 9 maggio il decreto 36/2018

di Lucia Izzo – Da oggi, 9 maggio 2018, diventano procedibili a querela nuovi reati come stabilito dal decreto legislativo n. 36/2018 (qui sotto allegato), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2018, avente appunto a oggetto “Disposizioni di modifica della disciplina del regime di procedibilit per taluni reati in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 16, lettere a) e b), e 17, della legge 23 giugno 2017, n. 103“.
L’istituto della procedibilit a querela di parte, come spiega la relazione del Consiglio dei Ministri, viene esteso a quei reati contro la persona e contro il patrimonio che si caratterizzano essenzialmente per il valore privato dell’offesa o per il suo modesto valore offensivo.

Nuovi reati procedibili a querela

Nonostante non manchino le eccezioni, previste dallo stesso decreto legislativo, la procedibilit a querela viene introdotta per i reati contro la persona puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore a quattro anni, con l’eccezione per il delitto di violenza privata, nonch per i reati contro il patrimonio previsti dal Codice penale.

La procedibilit d’ufficio viene fatta salva, tuttavia, in presenza di una delle seguenti condizioni:

2) qualora ricorrano circostanze aggravanti a effetto speciale ovvero le circostanze aggravanti indicate all’articolo 339 del Codice penale;

3) qualora, in caso di reati contro il patrimonio, il danno arrecato alla persona offesa sia di rilevante gravit.
Inoltre, per quanto riguarda i reati che gi prevedono la procedibilit a querela nella ipotesi base, il decreto va a ridurre il novero delle circostanze aggravanti che comportano la procedibilit d’ufficio.

Reati procedibili a querela estinguibili per condotte riparatorie

L’obiettivo quello di migliorare l’efficienza del sistema penale, favorendo meccanismi di conciliazione per i reati di minore gravit, anche attraverso la collegata operativit dell’istituto della estinzione del reato per condotte riparatorie, che riguarda i reati procedibili a querela ma con querela rimettibile, e di conseguenza una maggiore efficacia dell’azione di punizione dei reati pi gravi.

Il nuovo art. 162-ter del codice penale, rubricato “Estinzione del reato per condotte riparatorie“, prevede che nei casi di procedibilit a querela soggetta a remissione il giudice dichiarer estinto il reato ove l’imputato abbia riparato interamente, entro il termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, il danno cagionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimento, e abbia eliminato, ove possibile, le conseguenze dannose o pericolose del reato.

Il risarcimento del danno, inoltre, potr “essere riconosciuto anche in seguito ad offerta reale ai sensi degli articoli 1208 e seguenti del codice civile, formulata dall’imputato e non accettata dalla persona offesa, ove il giudice riconosca la congruit della somma offerta a tale titolo“.

Il decreto n. 36/2018 dunque, va ad ampliare anche le fattispecie di reati riparabili a querela rispetto a quelle a cui aveva originariamente pensato il legislatore al fine di rendere pi celebre il sistema penale: l’art. 162-ter, infatti, opera solo nei reati procedibili a querela rimettibile, ovvero per quei delitti e contravvenzioni che offendono interessi individuali nell’esclusiva disponibilit del titolare.

La riparazione del danno potr avvenire mediante versamento di una somma di denaro equivalente al pregiudizio causato alla persona offesa (risarcimento) oppure mediante reintegrazione dello stato di fatto preesistente alla commissione del reato (restituzione).

La condotta riparatoria, inoltre, non dovr limitarsi al solo risarcimento, ma anche al ripristino dello status quo ante eliminando le conseguenze dannose o pericolose del reato. Ci potr avvenire anche a seguito di un’offerta reale formulata dall’imputato.

Sul punto, l’art. 1209 c.c. precisa che ove l’obbligazione abbia a oggetto denaro, titoli di credito ovvero cose mobili da consegnare al domicilio del creditore, l’offerta dovr consistere in una “res” (denaro) da pagare tramite ufficiale giudiziario o notaio. In caso di cose mobili da consegnare in luogo diverso, l’offerta consister nell’intimazione al creditore di riceverle, fatta mediante atto a lui notificato nelle forme prescritte per gli atti di citazione.

Ove l’offerta sia accettata, il pagamento verr effettuato dal pubblico ufficiale che ricever le dichiarazioni del creditore per quietanza e liberazione dalle garanzie invece, in caso di rifiuto, l’interessato produrr copia delle attivit compiute affinch il giudice possa valutarle la congruit e, sentite le parti e la persona offesa dichiarare l’estinzione del reato.

L’art. 162-ter, al terzo comma, precisa che ove l’imputato dimostri di non aver potuto adempiere, per fatto a lui non addebitabile, potr, entro l’apertura del dibattimento, chiedere al giudice la fissazione di un ulteriore termine, non superiore a sei mesi, per provvedere al pagamento, anche in forma rateale, di quanto dovuto a titolo di risarcimento.

In tal caso il giudice, se accoglie la richiesta, ordiner la sospensione del processo e fisser la successiva udienza alla scadenza del termine stabilito e comunque non oltre novanta giorni dalla predetta scadenza, imponendo specifiche prescrizioni. Durante la sospensione del processo, il corso della prescrizione resta sospeso.

Disposizioni transitorie

Il provvedimento puntualizza anche la disciplina transitoria per i reati perseguibili a querela in base alle nuove disposizioni: ove questi siano stati commessi prima della data di entrata in vigore del decreto, il termine per la presentazione della querela decorrer dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato.
Diversamente, ove il procedimento sia pendente, “il pubblico ministero, nel corso delle indagini preliminari, o il giudice, dopo l’esercizio dell’azione penale, anche, se necessario, previa ricerca anagrafica, informa la persona offesa dal reato della facolt di esercitare il diritto di querela e il termine decorre dal giorno in cui la persona offesa stata informata“.

Fonte: Studio Cataldi