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Danno esistenziale: stress e ansia non bastano

Danno esistenziale: stress e ansia non bastano

La Cassazione ricorda che per il risarcimento necessario il radicale cambiamento di vita del danneggiato

di Valeria Zeppilli Per il risarcimento del danno esistenziale non sufficiente che dal fatto illecito siano derivati alla vittima stress, ansie e fastidi, che, casomai, possono integrare la voce del danno biologico.

Come precisato dalla Corte di cassazione con l’ordinanza numero 2056/2018 del 29 gennaio (qui sotto allegata), il danno esistenziale presuppone infatti non la semplice perdita delle abitudini del danneggiato ma il suo radicale cambiamento di vita, l’alterazione o il cambiamento della propria personalit, lo sconvolgimento della sua esistenza.

Insomma: i meri disagi, i fastidi, i disappunti, le ansie, lo stress o le semplici violazioni del diritto alla tranquillit non bastano.

La prova del danno esistenziale

I giudici hanno anche ricordato che il danno esistenziale va allegato e provato dal danneggiato secondo la regola generale di cui all’articolo 2697 del codice civile, in forza del quale “chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”.

L’allegazione a tal fine necessaria, peraltro, non pu risolversi in “mere enunciazioni di carattere del tutto generico e astratto, eventuale ed ipotetico” ma “deve concernere fatti precisi e specifici del caso concreto, essere cio circostanziata”.

Fonte: Studio Cataldi