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Decreto dignità: tutte le novità sul lavoro

Decreto dignità: tutte le novità sul lavoro

Tante le modifiche e le novit del testo in materia di lavoro, una delle tematiche fondamentali (assieme a fisco, gioco d’azzardo e sport dilettantistico) del decreto legge predisposto dal Governo Lega-M5S, il cui disegno originario in gran parte rimasto inalterato eccetto che per alcune modifiche sopraggiunte in sede parlamentare.

Vediamo le novit:

  1. Precariato: stretta sui contratti a termine
  2. Contratti a termine: il ritorno delle causali
  3. Contratti a termine: il periodo transitorio
  4. Under35: bonus d’assunzione fino al 2020
  5. Licenziamenti illegittimi: aumenta l’importo delle indennit

Precariato: stretta sui contratti a termine

Una parte corposa del provvedimento punta a combattere il lavoro precario con una serie di strumenti ritenuti all’uopo efficaci.

Salva diversa previsione dei contratti collettivi applicati dall’utilizzatore, il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato non potr eccedere complessivamente il 30% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1 gennaio dell’anno di stipulazione dei predetti contratti.

Inoltre, in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in regime di somministrazione, scatter un aggravio contributivo dello 0,5% a carico del datore di lavoro, fatta eccezione per i contratti di lavoro domestico.

Contratti a termine: il ritorno delle causali

Il rinnovo dei contratti a tempo determinato, in particolare, stato reso pi “costoso”, stata ridotta la durata massima e sono state reintrodotte le c.d. “causali”.

Ai contratti di lavoro subordinato potr essere apposto un termine di durata non superiore a 12 mesi e una durata superiore, comunque non eccedente i 24 mesi, potr essere prevista solo in presenza di particolari condizioni (c.d. causali). Le causali non sono richieste nei casi di rinnovi o proroghe di contratti riguardanti attivit stagionali (d.P.R. n. 1525/1963).

Le motivazioni che giustificano l’allungamento della durata contrattuale devono essere correlate a esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attivit, ovvero a esigenze sostitutive di altri lavoratori oppure da esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attivit ordinaria.

Se viene stipulato un contratto di durata superiore a dodici mesi in assenza di condizioni giustificative, dalla data di superamento del termine di 12 mesi questo si trasforma automaticamente in un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Le modifiche intervenute in sede di approvazione hanno escluso i lavoratori portuali dalla stretta sui contratti di somministrazione, esonerandoli altres dalla previsione delle causali, dal limite di durata di 36 mesi e dal c.d. stop&go ovvero l’interruzione tra un rapporto a termine e un altro per il lavoro in somministrazione. In generale, si rammenta, il lavoro in somministrazione esonerato dalla disciplina del c.d. stop&go.

Inoltre, chi cerca di eludere le regole ponendo in essere la somministrazione di lavoro con la specifica finalit di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicato al lavoratore, somministratore e utilizzatore sono puniti con un’ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e ciascun giorno di somministrazione.

Contratti a termine: il periodo transitorio

Under35: bonus d’assunzione fino al 2020

Allo scopo di promuovere l’occupazione giovanile stabile, il provvedimento ha stabilito un esonero contributivo nei confronti dei datori di lavoro privato che assumo, negli anni 2019 e 2020, lavoratori under35 a cui si applicano le disposizioni in materia di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti (d.lgs. n. 23/2015).

In particolare, l’esonero spetta ai soggetti che, alla data della prima assunzione per la quale si applica l’incentivo, non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di et e non siano sono stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro.

Non ostano al riconoscimento dell’esonero gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

In particolare, il provvedimento ha elevato la forbice precedente che stabiliva un periodo da 4 fino a 24 mensilit passando da un minimo di 6 mensilit fino a un massimo di 36 mensilit.

Fonte: Studio Cataldi