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Divorzio, arrivano nuovi criteri per l’assegno di mantenimento

Divorzio, arrivano nuovi criteri per l’assegno di mantenimento

Per l’assegno di divorzio in vista nuovi criteri e durata. in dirittura d’arrivo, si concluso alla Camera l’esame degli
emendamenti, una proposta di legge, condivisa da maggioranza e opposizione, che, accantonato come da sentenze della Cassazione
l’elemento della conservazione del medesimo tenore di vita, d un peso maggiore ad aspetti come il patrimonio, la mancanza
di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, l’impegno di cura. Possibile anche la concessione solo
per un periodo limitato e predeterminato.


Un assegno di divorzio diverso. Quanto a criteri per la concessione importi pi in linea con i cambiamenti economco-sociali
e, sul piano giuridico, le recenti sentenze della Corte di cassazione (dalla pronuncia Grilli alle Sezioni unite del luglio
2018). La commissione Giustizia della Camera ha concluso l’esame degli emendamenti alla proposta di legge in quota opposizione
(segnatamente al Pd, relatrice Alessia Morani) e il testo in attesa del parere delle altre commissioni competenti prima
di affrontare il voto dell’Aula. Il consenso per ampio anche da parte della maggioranza e, per restare al diritto di famiglia
e alle sue delicate modifiche, mentre il destino del controverso disegno di legge Pillon sull’affido dei figli quantomeno
incerto, le modifiche a questa parte della legge 898/70 hanno una strada assai pi agevole.


Nel dettaglio, respinta una proposta di inserimento nella legga anche del tema dei patti prematrimoniali (fortemente sostenuto
dalla deputata di Forza Italia Giusi Bartolozzi), il disegno di legge prende atto del superamento, per effetto della sentenza
della Cassazione 11504 del 2017, del diritto a mantenere il tenore di vita goduto durante il matrimonio. Successivamente,
le Sezioni unite (sentenza 18287 del 2018) hanno concluso che all’assegno di divorzio in favore dell’ex coniuge deve attribuirsi
una funzione assistenziale, in misura uguale compensativa e perequativa, che richiede l’accertamento dell’inadeguatezza dei
mezzi dell’ex coniuge stesso e dell’impossibilit di procurarseli per ragioni oggettive.In particolare, per quanto riguarda
gli elementi da valutare per la determinazione dell’importo dell’assegno, l’attuale ampio concetto di condizioni dei coniugi
sostituito da quello pi specifico di condizioni personali ed economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi a seguito
della fine del matrimonio; il richiamo attuale alle ragioni che hanno motivato la cessazione del matrimonio sostituito
con il parametro del comportamento tenuto dai coniugi per il venir meno della comunione spirituale e materiale; la valutazione
della situazione economica non pi circoscritta al solo reddito ma estesa anche al patrimonio dei coniugi.

Sono poi, aggiunti ulteriori elementi di valutazione come l’impegno di cura personale di figli comuni minori o disabili o
non economicamente indipendenti; la ridotta capacit di reddito dovuta a ragioni oggettive; la mancanza di una adeguata formazione
professionale come conseguenza dell’adempimento di doveri coniugali.La proposta di legge introduce un’altra innovazione all’attuale
disciplina, prevedendo che, quando la ridotta capacit di produrre reddito da parte del coniuge richiedente momentanea (dovuta
a ragioni contingenti o superabili), il tribunale pu attribuire l’assegno anche solo per un determinato periodo. Si afferma
poi che l’assegno non dovuto in caso di nuovo matrimonio, nuova unione civile o stabile convivenza del richiedente e si
precisa che il diritto all’assegno non resuscita per effetto della cessazione del nuovo vincolo o del nuovo rapporto di convivenza.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore