È cominciata la rivincita del territorio

È cominciata la rivincita del territorio

Con l’annuncio di ieri, Facebook ha scandito un radicale cambiamento del proprio modello fiscale di business, comunicando di aver deciso di muoversi nella direzione di una struttura locale di vendita nei Paesi in cui dispone di un ufficio a sostegno delle vendite agli inserzionisti locali. La conseguenza che i ricavi ritratti da tali attivit non saranno pi contabilizzati negli headquarters a Dublino, ma a livello della societ locale nel paese di riferimento.

In tema di fiscalit la parola “locale” irrompe cos nel “globale” a seguito di un inatteso annuncio unilaterale. La fiscalit delle principali digital companies come Facebook si caratterizza per il fatto di essere “globale”: esse, infatti, tendono a ridurre la tassazione nel paese di destinazione e ci si coniuga con il fatto che spesso tali redditi non scontano imposizione altrove, col risultato che si crea un “reddito senza Stato”. Questo ha portato taluni addirittura a negare che il reddito dei global players abbia una “fonte” e che si determini cos una “meta-nazione” de-territorializzata a essi riservata in cui le aliquote effettive sono molto basse.

L’identificazione da parte di Facebook di una struttura locale di vendita implica, invece, che si riconosca un radicamento nel territorio di profitti altrimenti mobili, tagliando cos il nodo gordiano della non-localizzabilit dei redditi globali. Restano da verificare gli effetti concreti di questa scelta.

Questo riconoscimento avviene, in ogni caso, nella forma dell’annuncio di ieri, al livello della “community”, in termini di “contributo”, e introducendo “innovazione”. Tre concetti –community, contributo e innovazione – strettamente connessi.

Vediamo come e perch questi tre concetti sono legati.

Primo concetto: community, anzich Stato-nazione. Ricordo il discorso ad Harvard dello scorso maggio di Marc Zuckerberg – proprio il fondatore di Facebook – in cui questi ha affermato che il progresso richiede un’unione che non si limiti solo a citt o nazioni ma anche alla comunit globale, e che il progresso verso tale comunit non avverr tra gli Stati-nazioni ma a livello locale mediante comunit locali. la community di idee e comunicazione che Facebook ha costruito che lega il globale al locale in una forma di glocalismo sostenibile.

Secondo concetto: contributo, anzich prelievo coattivo. Facebook, mutando il proprio modello di business, anticipa le istanze di tassazione nello Stato di destinazione delle proprie attivit in quanto riconosce la doverosit di un contributo – sotto forma di imposte sui ricavi – alla community di riferimento che viene creata localmente attraverso il social network. questo un caso-pilota a cui altri seguiranno? Difficile a dirsi, ma certamente le multinazionali, in termini etici e reputazionali, hanno la responsabilit di partecipare contribuendo alla community, piuttosto che strategicamente minimizzare legalisticamente il proprio carico fiscale, l’etica deve prevalere sulla applicazione restrittiva della legge.

Terzo concetto: innovazione, anzich controllo. L’economia digitale caratterizzata dal fatto che sono gli attori stessi che creano innovazione e anticipano i modelli regolamentari, mentre gli Stati sono ancora ancorati al modello “regolamentazione-controllo” ex post. L’innovazione risiede nell’anticipare conseguenze ritenute poco probabili, contribuire anzich attendere l’enforcement dello Stato-nazione. Sar un caso, ma l’annuncio della contabilizzazione in Italia dei ricavi Facebook di fatto anticipa la web tax che, appunto, a breve operer un prelievo su di essi.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore



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