fbpx
 

E-commerce

E-commerce

Cos’ l’e-commerce, quali caratteristiche ha, come funziona, quali sono le norme che lo disciplinano e infine gli adempimenti normativi e fiscali da rispettare. Guida completa all’e-commerce

di Annamaria Villafrate – Sono molti i disoccupati che negli ultimi anni si sono, per cos dire “inventati” un lavoro aprendo il proprio sito e-commerce. C’ chi vende gioielli realizzati con le proprie mani, chi offre consulenza in un settore specifico, cos come chi si limita a rivendere i prodotti acquistati direttamente dal produttore. Insomma l’e-commerce offre tante possibilit e diverse modalit di gestione. Di base per esiste una normativa comune a tutti i siti di e-commerce, sia dal punto di vista degli adempimenti normativi che fiscali.

Vediamo quindi di capire che cos’ l’e-commerce, quali caratteristiche ha, quali e quanti tipi di commercio elettronico esistono nel panorama attuale e se possibile avviare questa attivit senza avere un magazzino:

Cos’ l’e-commerce

Con il termine “e-commerce” si fa riferimento a tutte quelle operazioni compiute in relazione ad attivit commerciali e transazioni effettuate per via elettronica. Il commercio elettronico vede come possibili parti contrapposte professionista/professionista (B2B), professionista/consumatore (B2C) e consumatore/consumatore (C2C). Si considerano attivit rientranti nella definizione di commercio elettronico:

  • la commercializzazione di beni e servizi;
  • la distribuzione online di contenuti digitali;
  • lo svolgimento di operazioni di Borsa e finanziarie;
  • l’esecuzione di contratti d’appalto pubblici in forma elettronica;
  • le transazioni effettuate dalla Pubblica Amministrazione.

Appare chiaro quindi che l’e-commerce si caratterizza per il fatto che la vendita avviene attraverso l’ausilio di una piattaforma web, in cui il venditore carica il proprio catalogo prodotti/servizi, che il consumatore pu visionare, scegliendo ci che desidera e inviando, sempre online, il suo ordine di acquisto. Il completamento della transazione avviene con il pagamento, in genere anticipato con carta di credito (o con altri metodi), a cui segue l’invio del prodotto nel luogo indicato dall’acquirente ed eventualmente della ricevuta/fattura.

Nel panorama attuale esistono le seguenti tipologie di e-commerce:

  • diretto: che si caratterizza per il fatto che il contratto di compravendita avviene interamente online. Tipico il caso dell’acquisto di e-book in formato digitale, anche se l’e-commerce diretto pu avere ad oggetto anche brani musicali, software, servizi di consulenza e altro. In questo caso l’intera gestione della vendita, dall’ordine, al pagamento, al “download”del prodotto avviene interamente dalla piattaforma del venditore.
  • Indiretto: in questo caso lo scambio di beni o servizi avviene in parte online e in parte fisicamente, secondo i metodi tradizionali. Pensiamo all’acquisto di un capo d’abbigliamento su un sito dedicato. In questo caso, la prima parte del contratto, ovvero l’ordine e le comunicazioni relative alla spedizione avvengono online, la consegna del prodotto e quindi lo scambio reale del bene avviene con il metodo tradizionale. Va da se che a questo tipo di e-commerce si applicano le norme che disciplinano il processo di spedizione e consegna.
  • Misto: l’esempio tipico per comprendere questa tipologia l’acquisto di un biglietto aereo. In questo caso l’e-commerce definito misto perch online non acquisto il ticket, ma il titolo a un trasporto aereo (visto che il biglietto non mi viene materialmente consegnato) inoltre, in aggiunta, mi vengono forniti altri servizi come l’assicurazione, ad esempio. Insomma con l’unica azione di acquisto del biglietto, si comprano anche i servizi a questo collegati.
  • Cibernetico: questo contratto comprende in generale tutti quelli stipulati tra una persona fisica e il software intelligente che gestisce gli ordini dei tipi di e-commerce analizzati, ovvero diretto, indiretto e misto. Esempio tipico, la ricarica telefonica per il proprio cellulare.

Dropshipping e hub

Un’altra classificazione dell’e-commerce attiene alla gestione del magazzino nel caso in cui l’attivit prevede la vendita di beni. Due le forme contrattuali tra cui scegliere, in base ai propri obiettivi e disponibilit economiche.

  • Contratto dropshipping: il magazzino in questo caso non gestito direttamente da chi ha l’e-commerce, ma da chi produce o commercia all’ingrosso i prodotti. Si tratta di un modo di fare e-commerce pi easy, perch non si perde tempo e denaro per gestire magazzino e spedizioni e non si vive l’incertezza dell’invenduto, visto che non ci sono scorte. L’unica scelta oculata da fare riguarda il produttore/grossista da cui acquistare.
  • Contratto hub: con questo tipo di accordo il titolare dell’e-commerce ha a disposizione uno spazio fisico in cui stoccare la merce da vendere, per gestirlo in autonomia. Questo aspetto se da un lato permette di aver un maggior controllo sulla merce, dall’altro comporta maggiori spese per l’affitto del magazzino, ad esempio e la necessit di scegliere lo spedizioniere pi adatto, ecc.

Fatturazione

La distinzione tra e-commerce diretto e indiretto non importante solo da un punto di vista pratico, ma anche fiscale:

E-commerce diretto

Nell’e-commerce diretto, ai fini Iva, le operazioni di vendita si considerano prestazioni di servizi, soggette alle seguenti regole di fatturazione:

  • nell’e-commerce B2B: il prestatore emette fattura con Iva e la prestazione tassata nel luogo di stabilimento del committente;
  • nell’e-commerce B2C: vale la regola secondo cui le prestazioni di servizi si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando vengono rese da soggetti passivi stabiliti nel territorio a committenti non soggetti a Iva. In questo caso quindi se un consumatore scarica un brano musicale acquistato da una societ italiana, questa tenuta a emettere fattura con Iva.

E-commerce indiretto

Nell’e-commerce indiretto, visto che una parte del contratto si realizza online e una attraverso i canali tradizionali, la compravendita assimilata a quella per corrispondenza. In questo caso:

  • nell’e-commerce B2B: le prestazioni tra due soggetti Iva prevedono l’emissione di fattura;
  • nell’e-commerce B2C: invece le operazioni che intercorrono tra un soggetto Iva in Italia e un privato devono essere annotate nel registro corrispettivi, mentre la fattura deve essere emessa solo se il cliente lo richiede.

La disciplina dell’e-commerce

La regolamentazione dell’e-commerce contenuta, principalmente, nei seguenti testi normativi:

  • dlgs n. 114/1998 “Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge n. 59/1997;
  • circolare n. 3487/2000 del Ministero dell’Industria, che fornisce alcune importanti informazioni relative alla normativa applicabile alla vendita tramite mezzo elettronico e pi in generale al commercio elettronico, cos come disciplinata dal dlgs n. 114/1998;
  • dlgs n. 185/99 che attua la direttiva 97/7/CE che si occupa della protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza;
  • dlgs n. 70/2003 che da attuazione alla direttiva 2000/31/CE che regolamenta alcuni aspetti giuridici dei servizi della societ dell’informazione, con particolare riguardo al commercio elettronico nell’ambito del mercato interno;
  • dlgs n. 206/2005 ovvero il “Codice del consumo”;
  • regolamento europeo n. 679/2016 sulla protezione e circolazione dei dati personali.

E’ bene saper infine che, nel momento in cui si decide di aprire un’attivit di e-commerce per la vendita di prodotti o la prestazione di servizi, necessario provvedere all’espletamento di determinate adempimenti previsti dalla legge. Il fatto che l’attivit si svolga online, magari da casa, solo con un pc non significa infatti che, di ci, non si debba rendere conto al fisco e alla pubblica amministrazione. Far piacere sapere per che tutti a tutti questi obblighi possibile provvedere facilmente, grazie alla Comunicazione Unica di impresa, un modello telematico da richiedere al Registro delle Imprese, che una volta inoltrata all’Ufficio del Registro delle Imprese (presso la Camera di Commercio competente) e previa apposizione della firma digitale, considerata valida ai fini fiscali, previdenziali e assicurativi. Questo perch sar la camera di Commercio a inoltrarla ai vari enti competenti (Agenzia delle Entrate, Inps e Inail).

Al fine di adempiere all’ulteriore obbligo d’informativa nei confronti del Comune di residenza, necessario che la Comunicazione Unica sia accompagnata anche dalla Segnalazione Certificata d’Inizio attivit (SCIA), in cui il titolare dell’e-commerce deve indicare il settore merceologico scelto e l’attestazione da cui risulti il possesso dei requisiti richiesti dalla legge per il suo svolgimento. In questi casi, vigendo il principio del silenzio assenso, se non si riceve una comunicazione negativa dal Comune di residenza nel termine di 30 giorni, possibile mettere online il sito, aprendo cos l’attivit al pubblico.

Leggi anche:

Il commercio elettronico

Come aprire un e-commerce

Fonte: Studio Cataldi