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Ecco come funzionerà l’Iva in Europa

Ecco come funzionerà l’Iva in Europa

L’Europa prepara la rivoluzione dell’Iva. Il 18 gennaio 2018 il commissario all’Economia Pierre Moscovici ha presentato le proposte sulla flessibilit delle aliquote nazionali all’interno di una nuova “gabbia” di riferimento. Lo scopo completare il percorso di armonizzazione di un’imposta importante – su cui gli Stati costruiscono buona parte degli incassi tributari e cio delle politiche sociali – ma anche di ripristinare regole omogenee di concorrenza tra imprese, oltre a chiudere i buchi che consentono ancora oggi un’evasione drammatica, pari ad almeno 50 miliardi volatilizzati tra frodi ed elusioni.

Ci saranno cinque aliquote (In Italia ce ne sono quattro: 4%, 5%, 10% e 22%)
La riforma prevede:
– un’aliquota standard di almeno il 15%;
– due aliquote pi basse tra il 5 e il 15% (o il tasso standard nazionale);
– un’altra aliquota tra lo 0 e il 5%;
– infine un’aliquota pari allo zero per i prodotti esenti da Iva.

La liberalizzazione nel fissare le aliquote dell’Iva compensata dall’obbligo dei paesi di garantire una aliquota media ponderata che sia almeno del 12 per cento.

Non ci saranno aliquote uniche continentali
I governi nazionali saranno liberi di fissare il livello delle aliquote e scegliere quali applicare a quali prodotti. La lista attuale di beni con aliquota ridotta sar sostituita da un nuovo elenco a cui viceversa dovr essere applicata un’Iva di almeno il 15%: comprender tra le altre cose armi, metalli preziosi, alcool, tabacco, giochi d’azzardo, cellulari e carburanti

I cambiamenti per gli acquisti e-commerce
Dal 1 gennaio 2021 le vendite e-commerce saranno soggette a Iva nello stato Ue di ubicazione del consumatore, a prescindere dal volume d’affari annuo ivi generato dal venditore (rimozione delle attuali “soglie”). I venditori e-commerce potranno dichiarare e versare l’Iva in altri stati Ue utilizzando il sistema Moss (Mini one stop shop) gi in uso per il commercio elettronico diretto dal 2015

Cos nei mercati tradizionali
Dal 2022 il fornitore Ue dovr addebitare l’Iva al proprio cliente secondo l’aliquota dello stato Ue di destinazione dei beni, utilizzando il Moss a fini dichiarativi e di versamento.

In una prima fase, nel caso in cui il cessionario sia un soggetto passivo certificato, l’Iva continuer ad essere rilevata da quest’ultimo mediante reverse charge nello Stato di destinazione dei prodotti

I tempi della riforma

Secondo l’attuale Piano d’azione europeo, dopo cinque anni di sperimentazione della prospetta riforma Iva sulle cessioni di beni infraeuropee, il Moss, cio il portale telematico attraverso il quale una serie di soggetti pu gi assolvere gli obblighi in materia di Iva) sar esteso anche alle forniture transfrontaliere di servizi a operatori economici

Ecco come funziona oggi l’Iva in Italia
Le aliquote applicate in Italia sui beni e servizi sono:
– 4% per i generi di prima necessit;
– 5% per:
* le prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative rese dalle cooperative sociali;
*alcune spezie (basilico, rosmarino, salvia, origano);
* trasporto urbano
– 10% per:
* servizi turistici (alberghi, bar, ristoranti);
* determinati prodotti alimentari;
* particolari operazioni di recupero edilizio;​
– 22% aliquota ordinaria per il resto.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore