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Enpav, l’ente di previdenza dei veterinari, avvia il progetto del «dopo di noi»

Enpav, l’ente di previdenza dei veterinari, avvia il progetto del «dopo di noi»

L’Ente di previdenza dei veterinari amplia le politiche di welfare e avvia il progetto del “dopo di noi”. Per i veterinari
che assistono un figlio invalido la Cassa ha introdotto la possibilità di anticipare di due anni la data del pensionamento,
e quindi di poter andare in pensione a 60 anni invece che a 62; inoltre vengono riconosciuti tre anni di contribuzione figurativa
a favore del veterinario che abbia assistito in casa un figlio invalido, per almeno 18 anni; per chi non raggiunge i 18 anni
viene riconosciuto un anno di contribuzione figurativa ogni sei anni di assistenza per un massimo di tre volte. C’è poi un
intervento che si concentra sul figlio inabile, se rimane orfano di entrambi i genitori la sua pensione di reversibilità sale
all’80 per cento.
«Siamo il primo ente previdenziale privatizzato ad introdurre questa forma di solidarietà previdenziale – racconta il presidente
Enpav Gianni Mancuso – abbiamo mutuato il modello assistenziale da alcune proposte di legge che da molti anni vengono proposte
al Parlamento nell’ambito della previdenza nazionale – spiega Mancuso – e che l’ente ha valutato attuabili e sostenibili per
i propri iscritti». Perché questo progetto diventi operativo si attende ora l’approvazione da parte dei ministeri vigilanti.

Il “dopo di noi” non è l’unica novità di welfare, nel 2019 saranno infatti raddoppiate da 50 a 100 le Borse Lavoro per supportare
i giovani talenti nell’inserimento nel mondo della professione; potenziate le attività di verifica della congruità delle dichiarazioni
reddituali e attivata la polizza infortuni per garantire una copertura assicurativa nei casi di infortuni che incidono sull’attività
professionale.

In questi giorni Enpav ha anche approvato il bilancio di previsione 2019. La Cassa dei veterinari, che ha recentemente festeggiato
i suo 60 anni, conta 29.223 iscritti, di cui il 53% circa uomini e il 47% donne (questo dato si riferisce al 31 dicembre 2017);
le pensioni che si stima saranno erogate nel 2019 sono 7.283 a fronte di entrate contributive per 121 milioni e uscite per
prestazioni per 47 milioni. Gli iscritti a fine 2019 saliranno a 29.651; la categoria negli ultimi 14 anni registra un tendenziale
aumento degli iscritti che nel 2006 erano 24.023.
Per il presidente Mancuso il bilancio 2019 è l’espressione dei progetti che i vertici dell’ente hanno intenzione di mettere
in campo, sia sul fronte del welfare che sul recupero crediti previdenziali pregressi.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore