Equo compenso: professionisti, ora vigilare sull’attuazione

Equo compenso: professionisti, ora vigilare sull’attuazione

Un sostanziale passo avanti, un punto di svolta. I presidenti del Comitato unitario delle professioni (Cup) e della Rete delle professioni tecniche (Rpt), Marina Calderone e Armando Zambrano hanno commentato cos, nel corso di una conferenza stampa alla Camera, l’approvazione nella notte dell’emendamento alla legge di conversione del decreto fiscale che disciplina il diritto all’equo compenso per tutte le professioni, anche quelle non ordinistiche, e per i rapporti sia tra privati che verso la pubblica amministrazione.
Serve, per, ancora qualche limatura a Montecitorio e, soprattutto, molta attenzione in fase di attuazione delle regole. Resta, ad esempio, completamente aperto il tema delle modalit di applicazione alle professioni non regolamentate. Per vigilare su questi passaggi, allora, resta confermata la grande manifestazione nazionale che si terr il prossimo 30 novembre a Roma e che vedr insieme Consigli nazionali, ordini territoriali e anche molte organizzazioni e associazioni non ordinistiche.

Chiarire la questione dell’invarianza di spesa

Per Marina Calderone, l’emendamento votato in nottata “un sostanziale passo in avanti”. Soprattutto, importante “che la modifica sia stata aperta a tutte le professioni, anche a quelle non ordinistiche, e non solo agli avvocati. Il Governo ha ribadito che la nostra una battaglia per la dignit di tutto il lavoro professionale e non solo una questione economica”. La manifestazione del 30 novembre, convocata nelle scorse settimane, per rimane. Perch “sono ancora possibili interventi migliorativi. Ad esempio bisognerebbe chiarire il passaggio nel quale si parla di invarianza di spesa rispetto ai rapporti con la Pa. E bisogna specificare meglio le modalit di applicazione alle professioni non regolamentate, cos come il riferimento ai nostri parametri”.

Attenzione all’applicazione dei principi

Anche Armando Zambrano parte dalla soddisfazione per il risultato raggiunto: “Oggi un giorno importante, siamo finalmente a un punto di svolta. Molti si sono accorti degli errori che sono stati commessi in passato, che hanno indebolito un’intera classe media. Adesso stiamo ponendo rimedio”. Restano, per, “necessarie alcune limature”. In particolare, per il presidente della Rete “ importante che il principio dell’equo compenso venga poi applicato dalla pubblica amministrazione. Gi adesso, infatti, ci sono dei principi simili che vengono sistematicamente disapplicati, ad esempio attraverso il ricorso continuo a ribassi d’asta pesantissimi sui servizi di architettura e di ingegneria”.

Stop al Ddl Sacconi

Sul fronte parlamentare, invece, interviene il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi: “A questo punto evidente che il mio disegno di legge destinato a fermarsi. Viene sostituito con il decreto fiscale da un provvedimento forse meno completo nei contenuti ma che afferma un principio fondamentale, perch apre la strada all’equo compenso di tutti i professionisti e anche ai rapporti con la Pa”.
Il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano invita invece “a non fare danni nel passaggio a Montecitorio. Se non ci saranno le idee chiare, sar meglio non mettere mano al testo”. Detto questo, l’emendamento votato la scorsa notte “porta un risultato non scontato e afferma, come io sostengo da sempre, che il lavoro gratuito non pu esistere e che i professionisti non vanno scambiati per sponsor”.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore



WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com