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Eredità: l'impugnazione della rinuncia da parte dei creditori

Eredità: l'impugnazione della rinuncia da parte dei creditori

Il
legislatore dispone, all’art. 524 c.c. che, nel caso di rinunzia
all’eredit
con danno
dei creditori
, questi possono farsi
autorizzare ad accettare l’eredit rinunziata in nome ed in luogo
del rinunziante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari.

Impugnazione rinuncia eredit da parte dei creditori: i caratteri dell’azione

Per
quanto concerne i caratteri dell’azione, la dottrina e la
giurisprudenza hanno chiarito come non si tratti di un’azione
revocatoria, n di un’azione surrogatoria. Per quanto riguarda la
mancata equiparazione con l’azione revocatoria, stato
sottolineato come l’accettazione da
parte dei creditori
non sia diretta
alla reintegrazione patrimoniale del debitore venuta a mancare a
causa di atti di disposizione: mancando un atto dispositivo, non
saranno necessari i requisiti previsti dall’art. 2901 per
l’esperibilit dell’azione. Per quanto concerne l’azione
surrogatoria, stato osservato come i creditori non agiscano utendo
iuribus
, ma iure
proprio
.

Impugnazione rinuncia eredit da parte dei creditori: i presupposti dell’azione

I
presupposti dell’impugnabilit della rinunzia
sono quindi la sussistenza di una rinunzia formale all’eredit ed
il pregiudizio dei creditori del rinunziante, insito nel fondato
timore che i beni del debitore rinunziante non siano sufficienti al
soddisfacimento dei creditori.

Ad essa non equiparabile la perdita
del diritto di accettare (per prescrizione) o il termine decadenziale
a seguito di actio interrogatoria o decadenza dal beneficio di
inventario ex art. 487 c.c. 

L’inerzia del creditore nell’accettazione dell’eredit rinunziata

E’ discusso se possa essere impugnata
l’inerzia del creditore nell’accettazione, ossia il comportamento
del creditore il quale attende il termine prescrizionale senza
compiere alcun atto che presupponga la sua volont di accettare o
rinunziare all’eredit. La Suprema Corte, nella sentenza
29.07.2008, n. 20562 ha stabilito che l’azione ai sensi dell’art.
524 c.c. non pu essere esperita nei confronti della rinunzia
operata dal legittimario pretermesso: come gi indicato
nell’apposito capitolo, il legittimario pretermesso non titolare
di un diritto di accettazione o di rinunzia dell’eredit sino a
quando la sua qualit di erede non viene riconosciuta mediante
l’esperimento dell’azione di riduzione.

Impugnazione rinuncia eredit da parte dei creditori: legittimazione

Una
questione annosa concerne la legittimazione
attiva e passiva. 

Legittimazione attiva

Per quanto concerne la legittimazione attiva, si
ritiene che possa essere legittimato anche il creditore condizionato
e quello il cui credito oggetto di controversia. 

Legittimazione passiva

In merito alla
legittimazione passiva, questa spetta al solo debitore rinunziante,
cos come disposto anche dalla Cassazione 24.11.2003, n. 17866. La
dottrina ha ritenuto, diversamente, che legittimato passivo di detta
azione sia l’erede che, ai sensi dell’art. 525 c.c., ha giovato
della rinunzia del debitore. La medesima Cassazione 17866/2003 ha
stabilito che, in caso di decesso del debitore rinunziante, l’azione
ex art. 524 c.c. pu essere promossa nei confronti dell’erede. La
Suprema Corte ha, nella sentenza 15.10.2003, n. 15468, stabilito che
nel caso di conflitto tra gli aventi causa dell’erede che ha
accettato l’eredit in luogo del rinunziante, la domanda ex art.
524 c.c. deve essere trascritta nei confronti di colui al quale
l’eredit devoluta, il quale sar legittimato passivo;
diversamente, nel conflitto tra creditori ed aventi causa
dell’accettante, prevarranno gli aventi causa.

Nonostante
il dato legislativo qualifichi l’azione come “autorizzazione”,
si ritiene che la pronuncia sia una sentenza, decisa a seguito di un
giudizio contenzioso.

Fonte: Studio Cataldi