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Euro 6, auto nuove in vendita con i vecchi standard

Euro 6, auto nuove in vendita con i vecchi standard

Se agosto si chiuso con immatricolazioni di vetture a km zero arrivate alla quota record del 19%, si detto che ci era
dovuto a un’importante scadenza: dal 1 settembre sono entrate in vigore le nuove regole sulla misurazione dei consumi.
Ma questa scadenza non implicava l’obbligo di immatricolare entro il 31 agosto tutti gli esemplari non in regola. Quindi una
parte del boom dovuta alla volont di spingere molto le vendite con i forti sconti tipici delle km zero, come si tornati
a vedere da un paio d’anni. E chi ora acquista una vettura nuova non ha la certezza che essa sia “aggiornata”. Peraltro, anche
se lo fosse, sarebbe probabilmente destinata a diventare presto “obsoleta”.

L’unica conseguenza giustificata delle nuove regole la temporanea indisponibilit di alcuni modelli o dei loro dati su consumi
e CO2: date la lunghezza e la complessit dei nuovi test, alcuni costruttori hanno avuto ritardi nell’ottenere le omologazioni
e perci hanno pubblicato avvisi al pubblico sui loro siti.

Le norme entrate in vigore il 1 settembre sono i regolamenti Ue 136/2014 e 2017/1151, che recepiscono i nuovi cicli di prova
Wltp per misurare consumi di combustibile ed emissioni di CO2. Le vetture in regola si riconoscono rapidamente per la dicitura
Euro 6C sulla carta di circolazione, invece dell’Euro 6B precedente. Ma ci si vede solo dopo l’immatricolazione. Per
tutelarsi prima, bene far riportare questa dicitura sul contratto di acquisto.

Una cautela non superflua: da sempre le regole europee (direttiva 70/156) prevedono la procedura di fine serie: si possono
immatricolare in deroga esemplari con omologazione scaduta. Attualmente la procedura regolata dalla direttiva 2007/46/CE,
articolo 27, allegato XII, sezione B.

Entro 12 mesi per i veicoli completi, le case automobilistiche possono immatricolare in deroga, secondo due criteri in alternativa:

1) il numero massimo di veicoli di uno o pi “tipi” (cio modelli) non pu, per le vetture (categoria M1), superare il 10
% degli esemplari di tali tipi messi in circolazione nello stesso Stato membro l’anno precedente;

2) il numero di veicoli di un dato tipo (modello) limitato a quelli muniti di un certificato di conformit valido, rilasciato
alla data di produzione o successivamente, rimasto valido per almeno tre mesi dopo la data del rilascio e ora non pi valido
a causa delle regole appena entrate in vigore.

In quest’ultimo caso, la Motorizzazione non pu materialmente contare quante immatricolazioni in deroga sono consentite: solo
il costruttore ha il controllo dei certificati di conformit (digitali), il che teoricamente si presta ad abusi.

In ogni caso, lo standard Euro 6C destinato ad essere superato gi tra un anno: il 1 settembre 2019 entra in vigore per
tutte le nuove immatricolazioni l’Euro 6D-Temp, gi in vigore da un anno per le nuove omologazioni (i nuovi modelli che entrano
nel mercato). Il rispetto di questo standard potrebbe essere pi importante del solito: si tratta dei nuovi limiti alle emissioni
di NOx (ossidi d’azoto) misurate nella guida reale (ciclo di prova Rde) che la Ue ha fissato dopo il Dieselgate, scandalo
che ha spinto molti sindaci ad annunciare divieti di circolazione per i motori diesel nei centri urbani. Visto che le nuove
regole garantiscono un abbattimento reale delle emissioni, possibile che le Euro 6D-Temp vengano esentate dai divieti. Ma
non per sempre: dal 2021 entrer a regime l’Euro 6D “pieno”, che prevede un ulteriore taglio perch le tolleranze di misurazione
oggi consentite verranno ridotte a quello che considerato il minimo fisiologico.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore