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Flat tax pensionati

Flat tax pensionati

Cos’è e come funziona il regime agevolato per i titolari di pensione di fonte estera che trasferiscono la propria residenza fiscale nel Mezzogiorno. Breve guida alla flat tax pensionati

di Lucia Izzo – Un regime opzionale e agevolato per i titolari di pensione di fonte estera che scelgono di trasferire la propria residenza fiscale nei Comuni del Mezzogiorno con popolazione non superiore a 20mila abitanti. Lo ha introdotto la manovra di bilancio 2019 (L. n. 145/2018) per richiamare i pensionati residenti all’estero.
E con la circolare 8/E/2019 del 10 aprile 2019 dell’Agenzia delle Entrate sono stati forniti ulteriori e puntuali chiarimenti sul funzionamento della flat tax pensionati di cui si occupano i commi 273 e 274 della legge di bilancio che hanno introdotto nel TUIR l’art. 24-ter.
  1. Flat tax pensionati: cos’è e come funziona
  2. I redditi da pensione
  3. Il trasferimento della residenza
  4. Flat tax pensionati: chi può aderire e come
  5. La revoca dell’opzione
  6. Versamento dell’imposta sostitutiva
  7. Applicazione del regime ordinario
  8. Esenzioni

Flat tax pensionati: cos’è e come funziona

I pensionati potranno in tal modo optare per l’assoggettamento dei redditi di qualunque categoria, percepiti da fonte estera o prodotti all’estero, a un’imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria, con aliquota del 7% per ciascuno dei periodi di imposta di validità dell’opzione.

I redditi da pensione

Il trasferimento della residenza

In particolare, i Comuni rilevanti per il trasferimento di residenza, con popolazione inferiore a 20mila abitanti, dovranno essere situati nelle regioni: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia.

Flat tax pensionati: chi può aderire e come

L’opzione prevista dal nuovo articolo 24-ter del TUIR sarà esercitabile dalle persone fisiche che:

a) non siano state fiscalmente residenti in Italia nei cinque periodi d’imposta precedenti a quello in cui l’opzione diviene efficace;

Ancora, le persone fisiche che intendono esercitare l’opzione dovranno indicare la giurisdizione o le giurisdizioni in cui hanno avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione.
L’Agenzia delle Entrate provvederà a trasmettere tali informazioni, attraverso gli idonei strumenti di cooperazione amministrativa, alle autorità fiscali delle giurisdizioni indicate come luogo di ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione.
L’opzione per l’imposta sostitutiva dovrà essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia e sarà efficace a decorrere da tale periodo d’imposta. L’opzione sarà valida per i primi cinque periodi d’imposta successivi a quello in cui diviene efficace.

La revoca dell’opzione

Come stabilito dal comma 7 del nuovo articolo 24-ter del TUIR, l’opzione è revocabile dal contribuente e, in caso di revoca, sono fatti salvi gli effetti prodotti nei periodi d’imposta precedenti.

Ancora, gli effetti dell’opzione cessano laddove sia accertata l’insussistenza dei requisiti previsti dal presente articolo o il venir meno degli stessi e in ogni caso di omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva nella misura e nei termini previsti dalle vigenti disposizioni di legge.

La revoca o la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione.

Versamento dell’imposta sostitutiva

L’imposta sostitutiva prevista dal citato art. 24-ter, ha spiegato l’Agenzia nella circolare n. 8/E/2019, non è deducibile da nessun’altra imposta o contributo ed è versata in unica soluzione entro il termine previsto per il versamento del saldo delle imposte sui redditi.

Per quanto attiene l’accertamento, la riscossione, il contenzioso e le sanzioni, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste per l’IRPEF.

Applicazione del regime ordinario

I pensionati che rientrano tra i destinatari della disciplina in argomento, potranno manifestare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva con riferimento ai redditi prodotti in uno o più Stati o territori esteri, dandone specifica indicazione in sede di esercizio dell’opzione ovvero con successiva modifica della stessa.

Va ricordato, inoltre, che il nuovo art. 24-ter fa espressamente salva la possibilità di optare, in presenza delle condizioni normativamente stabilite, per l’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero realizzati da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia disposta dall’articolo 24-bis del medesimo testo unico.

Esenzioni

Fonte: Studio Cataldi