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Fondo pensione Pegaso, in prima fila sul climate change

Fondo pensione Pegaso, in prima fila sul climate change

Con riferimento al primo aspetto, essendo Pegaso uno dei cinque fondi pensione che fa parte del Progetto IRIDE, a che punto lo sviluppo di questa azione strategica?

Premesso che tale azione incide non solo sull’obiettivo di maggiore diversificazione ma anche su quello di fare sistema in modo efficace, siamo alla fase di finalizzazione della gara relativo al mandato di gestione in FIA di private equity, che costituisce la prima classe di attività illiquida che si vuole inserire. L’esperienza di IRIDE è stata molto impegnativa e al contempo esaltante, perché pur correndo il rischio di risultare retorici è proprio il caso di dire che “l’unione fa la forza”.

Il nostro fondo pensione riuscirà grazie a tale progetto a investire una quota contenuta del patrimonio del Bilanciato e probabilmente anche del Dinamico con un livello di diversificazione e qualità che difficilmente avremmo raggiunto da soli. Nel complesso l’insieme dei fondi coinvolti investirà 216 milioni di Euro, di cui 30 saranno il contributo di Pegaso. Siamo confidenti che nell’arco del triennio si possa proseguire l’introduzione di tali classi di attività illiquide, potendo ampliare l’universo investibile al private debt e alle infrastrutture, cercando di fare ulteriore tesoro dell’esperienza positiva già effettuata.

Con riferimento al tema dell’investimento sostenibile, in cosa Pegaso vuole distinguersi a livello strategico?

Dopo una fase pioneristica di apprendimento durata circa 5 anni, il Consiglio di Amministrazione ha valutato che fosse il momento di alzare l’asticella e compiere decisi passi in avanti per quanto riguarda tale aspetto che si è ritenuto debba essere un architrave valoriale del fondo pensione, in ragione della natura di lunghissimo periodo e degli stakeholders di riferimento. Detto in termini più semplici, è difficile pensare di preoccuparsi della previdenza complementare dei dipendenti del proprio settore, trascurando in quale mondo si troveranno a vivere fra 20-30 anni.
Inoltre il tema della sostenibilità degli investimenti è in profondo trasformazione dal momento che sta diventando un aspetto essenziale della valutazione di gran parte degli investitori e dei gestori e ciò accelera di conseguenza la produzione di effetti tangibili (la profezia che si auto-avvera), senza trascurare la grande attenzione che il legislatore europeo e quindi anche quello nazionale sta prestando a questo aspetto con la Direttiva Shareholders Rights e con Iorp2.

Fonte: ilSole24ore