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Foodora, i food-rider sono lavoratori autonomi

Foodora, i food-rider sono lavoratori autonomi

Il tribunale del lavoro di Torino ha respinto il ricorso, primo del genere in Italia, di sei fattorini in bicicletta che hanno intentato causa contro Foodora, societ tedesca di food delivery, contestando l’interruzione improvvisa del rapporto di lavoro dopo le mobilitazioni del 2016 per ottenere diverse condizioni di impiego.

Secondo i difensori dei rider, questi ultimi erano legati sostanzialmente da un rapporto di lavoro dipendente nei confronti dell’azienda anche se inquadrati come collaboratori autonomi. Questo perch dovevano essere sempre reperibili e se non si seguivano le indicazioni ricevute si veniva esclusi. Inoltre, tramite la geolocalizzazione ci sarebbero stati controllo e valutazioni costanti. Secondo uno dei difensori dei rider, Giulia Druetta, l’app era una sorta di braccialetto elettronico con cui prendere punti per riuscire a mantenere il posto in azienda.

La linea difensiva della societ, spiega l’avvocato Giovanni Realmonte, che con i colleghi Paolo Tosi e Ornella Girgenti ha rappresentato Foodora, si basata essenzialmente sul fatto che i rider potevano scegliere se, quando e quanto lavorare in assoluta libert. I dipendenti non erano tenuti a garantire un’attivit minima e l’azienda non doveva offrirla. Non c’era, quindi, il presupposto del rapporto dipendente, cio essere a disposizione del datore e l’obbligo di rendere la prestazione.

Per quanto riguarda la geolocalizzazione dei rider tramite una app, secondo Realmonte non stato effettuato alcun controllo in divieto dell’articolo 4 dello statuto dei lavoratori perch, a prescindere dall’applicazione o meno di questi limiti ai contratti di collaborazione, nel caso specifico l’unico controllo effettuato quello di necessario allo svolgimento della prestazione, in quanto il rider non pu svolgere la prestazione se non viene geolocalizzato e ci anche nell’interesse del rider stesso perch, se si perde o si fa male, l’azienda sa dove si trova.

I dati sulla posizione, inoltre, hanno sottolineato i difensori dell’azienda, non sono stati registrati ma solo utilizzati durante la prestazione fornita dal lavoratore.

I motivi alla base della decisione presa ieri dal tribunale del lavoro non sono ancora noti. Si dovr attendere il deposito delle motivazioni, attese entro 60 giorni.

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Fonte: ilSole24ore