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Gara vietata con il Durc negativo a causa di un codice fiscale sbagliato

Gara vietata con il Durc negativo a causa di un codice fiscale sbagliato

Secondo il Consiglio di Stato si pu perdere una gara che vale milioni di euro e che coinvolge centinaia di lavoratori per
il mancato inserimento del codice fiscale del figlio di una dipendente (su oltre duemila) e la conseguente scopertura contributiva
di circa 330 euro.

Con una pronuncia di stampo estremamente formalistico (sentenza 2313/2019 del 9 aprile), il giudice amministrativo smentisce
l’approccio opposto tenuto dal giudice sul lavoro che, con riferimento alla stessa vicenda, pochi mesi fa giunto a conclusioni
diverse (sentenza 1490/2019 del tribunale di Roma – si veda Il Sole 24 Ore del 27 febbraio).

La questione esaminata dal Consiglio di Stato riguarda l’esclusione da un bando di gara di una societ che non ha correttamente
inserito un codice fiscale nelle denunce mensili relative al personale e quindi incappata in un Durc negativo.

In primo grado il Tar ha confermato la validit dell’esclusione, sostenendo che nel concetto di violazione degli obblighi
previdenziali rientri non solo il mancato versamento dei contributi, accertati e quantificati, ma anche l’omissione delle
denunce obbligatorie, in quanto solo con la presentazione di una denuncia corretta e completa l’ente previdenziale messo
in condizione di controllare e quantificare i contributi dovuti.

La societ ha fatto presente che l’omissione era di scarsa rilevanza, in quanto consisteva nella mancata specificazione del
codice fiscale del figlio convivente di uno dei circa 2mila dipendenti mensilmente dichiarati all’Inps, ed era scaturita,
peraltro, dalle novit tecniche che avevano interessato la modalit di invio telematico dei flussi dei dati contributivi proprio
nel periodo di interesse.

Nonostante questa incongruenza del tutto marginale, il Consiglio di Stato ha giudicato legittima l’esclusione. Infatti la
ragione ostativa al rilascio di Durc regolare pu consistere anche nel solo mancato adempimento degli obblighi di presentazione
delle denunce periodiche perch tale inadempimento, di per s, integra violazione contributiva grave, a prescindere dal fatto
che, in conseguenza della mancata presentazione delle denunce, sia stato omesso il versamento di contributi per importi molto
bassi, inferiori alla soglia di 150 fissata come “rilevante” dalla legge.

Un formalismo cieco che si concentra sulla procedura – indubbiamente, il codice fiscale del figlio della dipendente non era
stato inserito – senza guardare in alcun modo al “bene giuridico” che questa vuole tutelare – la regolarit contributiva della
societ – e che travolge completamente ogni valutazione sulla rilevanza e sulla proporzionalit del danno prodotto dall’omissione
(qui prossimo allo zero).

Questo formalismo arriva a travolgere anche l’accertamento delle responsabilit del mancato inserimento del codice fiscale:
limitarsi a sostenere che una grande azienda deve applicare le procedure informatiche, senza verificare se queste erano
concretamente fruibili, significa voler difendere un rapporto squilibrato tra Pubblica amministrazione e imprese.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore