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I big tech dovranno fornire dati ai magistrati di altri Paesi Ue

I big tech dovranno fornire dati ai magistrati di altri Paesi Ue

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La Commissione europea ha presentato questo pomeriggio un progetto di legge che dovrebbe permettere ai magistrati nazionali di recuperare indizi elettronici direttamente presso i fornitori di servizi Internet in tutta Europa, anzich passare dal magistrato locale. L’iniziativa riflette la difficolt della magistratura ad ottenere prove nel grande mondo digitale senza frontiere. In campo giudiziario, la proposta innovativa perch fa a meno della collaborazione tra autorit nazionali.

Le autorit di polizia continuano a usare metodi di lavoro troppo complessi, mentre i criminali per operare usano tecnologie moderne e rapide, ha detto durante una conferenza stampa a Strasburgo la commissaria alla Giustizia Vera Jourov. Dobbiamo garantire alle autorit di polizia metodi del XXI secolo per lottare contro i crimini, nello stesso modo in cui i criminali usano metodi del XXI secolo per commettere gli stessi crimini.

La proposta legislativa, che deve essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento, prevede che un magistrato possa chiedere a un fornitore di servizi digitali di trasmettergli prove elettroniche: messaggi telefonici, posta elettronica e anche scambi su particolari applicazioni informatiche. La societ privata avr 10 giorni di tempo per rispondere alla richiesta; addirittura solo sei ore nei casi pi urgenti. Attualmente la cooperazione giudiziaria in Europa prevede tempi tra i 120 giorni e le 10 ore.

“Dobbiamo garantire alle autorit di polizia metodi del XXI secolo per lottare contro i crimini, nello stesso modo in cui i criminali usano metodi del XXI secolo per commetterli”

Commissaria Ue alla Giustizia Vera Jourov 

La novit, spiega un esponente comunitario, di poter saltare l’annello di congiunzione, che finora stato il magistrato nazionale del paese coinvolto nella richiesta. Nel contempo, il giudice potr chiedere al fornitore di servizi di non eliminare eventuali prove elettroniche. Ogni societ dovr dotarsi di un proprio rappresentante legale presso l’Unione europea. Nella sua proposta, la Commissione europea prevede salvaguardie giuridiche e la difesa dei diritti delle imprese.

Nella documentazione pubblicata oggi, l’esecutivo comunitario ha ricordato un recente caso che ha visto le autorit belghe chiedere senza successo alla controparte americana di mettere a loro disposizione le email Yahoo di particolari cittadini sotto inchiesta. Con l’attuale proposta, non solo le autorit belghe potranno chiedere i dati direttamente alle societ ma queste saranno obbligate di fornirli perch la nuova legge riguarder tutte le aziende che offrono un servizio nell’Unione.

Nella sua proposta legislativa, la Commissione precisa differenze tra i dati relativi ai sottoscrittori, alle transazioni, al contenuto, e all’accesso al servizio. Nei quattro casi, diritti, doveri e salvaguardie saranno diversi. Sempre secondo la documentazione pubblicata oggi dall’esecutivo comunitario, le richieste delle autorit giudiziarie alle principali societ Internet sono aumentate del 70% tra la prima met del 2013 e la seconda met del 2016.

Sempre sul fronte della sicurezza, l’Italia era nel 2017 tra i primi tre Paesi europei in tema di contraffazione delle carte d’identit. A rivelarlo uno studio dell’agenzia Frontex, che pone l’Italia al secondo posto, preceduta dalla Romania, e seguita dalla Grecia. Il rapporto stato pubblicato in occasione della presentazione di una serie di proposte della Commissione europea in vista dell’introduzione entro cinque anni di carte d’identit pi sicure (157 milioni di euro il costo per l’Italia, un paese che continua a fare uso di documenti di carta e non di plastica).

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Fonte: ilSole24ore