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I lavoratori precoci

I lavoratori precoci

Tuttavia, la legge Biagi prima e la Fornero poi, hanno aggravato la situazione dei “precoci”: in particolare, la seconda, imponeva a tali lavoratori, per andare in pensione a 42 anni e sei mesi, di maturare i necessari requisiti pensionistici prima del 31 dicembre 2017.

Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2017 si sono aperte le porte alla possibilit per i lavoratori precoci di andare in pensione in anticipo rispetto ai coetanei, se in presenza di determinati requisiti.

L’articolo 1, comma 199 e seguenti, della citata legge, ha previsto la possibilit, per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del compimento dei 19 anni, di accedere con un requisito contributivo ridotto alla pensione anticipata (articolo 24, comma 10, della legge 22 dicembre 2011, n. 214).

In particolare, dal mese di maggio 2017, i lavoratori interessati potranno ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contribuzione (da qui l’appellativo di Quota 41), requisito soggetto al normale adeguamento alla speranza di vita, a decorrere dal 1 gennaio 2019.

La riduzione riguarda sia i lavoratori che le lavoratrici: il requisito si abbassa di un anno e dieci mesi per gli uomini e di dieci mesi per le donne.

A chi spetta la Quota 41

Il beneficio spetta, in particolare, ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) ed alle sue forme sostitutive ed esclusive, con almeno un anno di contribuzione, per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19 anno di et.

Il beneficio riconosciuto, tuttavia, ai lavoratori in possesso dei summenzionati requisiti e che si trovino nelle seguenti condizioni:

– lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non percepiscono pi da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante;

– lavoratori dipendenti e autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravit (ex art. 3, comma 3, L. 104/1992);

– lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacit lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidit civile, superiore o uguale al 74%;

– lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti (art. 1, commi 1, 2 e 3, d.lgs. n. 67/2011);

– lavoratori che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un’attivit gravosa.

Il beneficio riconosciuto, dopo la presentazione di apposita domanda, a condizione che l’interessato risulti in possesso dei requisiti necessari per essere definito “precoce” e rientri nel contingente numerico che tiene conto dei limiti di spesa previsti dalla norma.

Tuttavia, ove si acceda alla pensione usufruendo della riduzione del requisito contributivo per i lavoratori precoci, non si potr svolgere lavoro subordinato o autonomo, prodotto in Italia o all’estero, fino al raggiungimento dei requisiti ordinari di pensione anticipata e non si potranno ottenere altre maggiorazioni previste per i lavoratori precoci.

Lavoratori precoci: le novit della legge di Bilancio 2018

Sul punto e precipuamente per i correttivi riguardanti i precoci, le maggiori istruzioni applicative sono poi state fornite dall’Inps con la Circolare n. 33/2018 (qui sotto allegata)

In particolare, dal 1 gennaio 2018, potrannio presentare domanda di riconoscimento delle condizioni perl’accesso al beneficio “precoci” anche un parente di secondo grado o un affine entro il secondo grado che assista da almeno sei mesi il soggetto convivente affetto da handicap grave di cui alla legge n. 104 del 1992, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravit abbiano compiuto i settanta anni di et oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Lavoratori precoci e professioni gravose

In sostanza, lo svolgimento delle attivit lavorative c.d. gravose utile per l’accesso al beneficio “precoci”, si intender realizzato, alternativamente, ove il soggetto, al momento della decorrenza del beneficio ovvero dalla data di perfezionamento dei requisiti, svolga o abbia svolto l’attivit per almeno 7 anni negli ultimi dieci anni oppure per almeno 6 anni negli ultimi sette.

Infine, non sar pi richiesto di avere svolto attivit per le quali si applicano voci di tariffa INAIL con un tasso medio non inferiore al 17 per mille.

Confermato, invece, per i precoci che intendano usufruire del requisito agevolato dei 41 anni di contributi il meccanismo di adeguamento all’incremento della speranza di vita previsto a decorrere dal 1 gennaio 2019. Inoltre, per effetto delle modifiche, stato disposto un rifinanziamento del beneficio.

Lavoratori precoci 2018: come fare domanda

I soggetti che si trovino o verranno a trovarsi nelle condizioni previste dalla legge per accedere al beneficio precoci potranno fare domanda per il riconoscimento entro il 1 marzo; le istanze presentate successivamente, e, comunque, non oltre il 30 novembre saranno prese in considerazione esclusivamente se all’esito del monitoraggio residuano le necessarie risorse finanziarie.

Nel primo caso, l‘Istituto comunicher all’interessato l’esito dell’istruttoria della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 30 giugno, altrimenti, nel secondo caso, entro il 31 dicembre.

Fonte: Studio Cataldi