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I prodotti finanziari oscillano tra debito e capitale

I prodotti finanziari oscillano tra debito e capitale

L’evoluzione dell’industria finanziaria ha attenuato negli ultimi anni la fondamentale distinzione tra strumenti di capitale
e di debito, disciplinata nei principi contabili internazionali dallo Ias 32. Questo principio, pur basandosi su un criterio
generale, ovvero la presenza o meno di un’obbligazione a trasferire risorse finanziarie, prevede numerose regole specifiche
di cui non chiara la ragione .

Le difficolt hanno spinto nel maggio di quest’anno l’International accounting standards board (Iasb) a porre in consultazione
un documento nel quale si propone un nuovo criterio di distinzione tra debito e capitale degli strumenti finanziari emessi.
Questa problematica stata discussa al convegno organizzato dall’Organismo italiano di contabilit (Oic), in collaborazione
con l’European financial reporting advisory group (Efrag).

Negli ultimi anni si incrementata l’offerta di prodotti finanziari sempre pi sofisticati, la cui classificazione in bilancio
sempre meno netta. Questi strumenti, infatti, mescolano le caratteristiche generalmente associate agli strumenti di capitale,
quali la partecipazione agli utili e alle perdite, alle caratteristiche tipiche dei debiti, come l’essere rimborsabili ad
una certa data.

Il documento prevede che vengano inclusi nel patrimonio netto solo quegli strumenti finanziari per i quali l’emittente non
ha alcun obbligo di pagamento prima della liquidazione della societ e che in ogni caso prevedono un prezzo di rimborso legato
al valore della societ. Il modello diverso da quello attualmente previsto dallo Ias 32, e dunque richiede un’attenta valutazione
preliminare per determinarne i possibili impatti classificatori che, secondo lo Iasb, non dovrebbero essere notevoli. Comunque
alcune novit ci sono. Ad esempio, alcuni strumenti la cui rimborsabilit derogabile dall’emittente fino alla liquidazione
non saranno pi iscrivibili nel capitale. Sar importante verificarne la diffusione. Tra l’altro, non chiaro l’impatto di
tale regola sulle azioni di risparmio che potrebbero avere alcune caratteristiche di derogabilit al pagamento dei dividendi.

Altro aspetto quello dei derivati sul capitale, tra cui rientrano le opzioni che danno diritto alle minoranze di vendere
le azioni da loro possedute all’impresa che detiene il controllo. Su questo argomento stato da tempo chiesto allo Iasb di
intervenire anche per risolvere alcuni problemi applicativi che possono riscontrarsi anche nel bilancio d’esercizio nel quale,
diversamente dal bilancio consolidato, non v’ traccia del capitale riservato alle minoranze. Il tema rilevante in Italia,
dove il legislatore ha scelto di estendere l’obbligo di applicazione dei principi contabili internazionali anche al bilancio
separato delle societ quotate e degli istituti di credito.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore