Il cane in spiaggia si può portare. Ecco le regole da rispettare

Il cane in spiaggia si può portare. Ecco le regole da rispettare

La logica è quella della massima disponibilità per chi accede dal mare in situazioni di necessità, e non riguarda quindi l’utilizzo ludico o balneare, per divertirsi o abbronzarsi staticamente. Ciò significa (per padroni e amici a quattro zampe) nessun asciugamano o sediolina, né tanto meno posizioni statiche di mero godimento: si tratta del resto di applicare alla battigia e all’area in libero transito concetti presenti nel codice della strada (articolo 158), che distingue tra divieto di sosta e divieto di fermata (più severo e assoluto). Per i cani vigono le stesse regole: sulla battigia e sull’area immediatamente restrostante di 5 metri, è possibile il mero transito, senza sosta, senza giocare né attardarsi. In poche parole, occorre pensare a un naufrago che deve potersi salvare, come Ulisse che nuotò per tre giorni (Odissea, libro V) prima di giungere alla spiaggia dove lo raccoglierà Nausicaa. Quindi, cani e padroni possono passare lungo la battigia e la fascia di transito, senza tuttavia atteggiamenti emulativi, cioè inutilmente dannosi, come ad esempio attardarsi o marciare incessantemente avanti e indietro su singoli brevi tratti.

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Sui luoghi più a monte, all’interno, superando cioè la battigia e la fascia di 5 metri, il discorso si complica per la presenza di una striscia di demanio che può essere dato in concessione a privati o imprenditori del settore marino o turistico. Qui il discorso per Fido diventa più complesso, perché il concessionario demaniale che abbia un titolo specifico per godere dell’area pubblica marittima può regolamentare l’accesso dei cani, adottando specifiche disposizioni, purché non discriminatorie né illogiche. Il concessionario può ad esempio essere disponibile a fornire i propri servizi a utenti che abbiano cani, ma può anche impedire loro l’accesso (semmai, fino a una certa taglia o per certi orari, o dedicando loro talune zone della concessione). Nel caso intenda impedire l’accesso ai cani, deve segnalare la sua scelta al Comune che ne terrà conto nell’adottare il piano delle spiagge. A sua volta il piano comunale delle spiagge deve tenere presenti le esigenze della collettività e prevedere apposite zone sia di libero accesso sia di libera balneazione, in ragionevole proporzione. In sintesi, come principio generale, su battigia e fascia di libero transito Fido è ammesso, mentre sulle zone in concessione il titolare (bagno, risorante, lido) può decidere se consentire o meno l’accesso agli animali domestici, con scelte che alcune regioni agevolano ma che non possono imporre.

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Esistono quindi spiagge dog-friendly (Marche, legge regionale 8 luglio 2019, n. 20; Puglia 56/2018; Toscana 59/2009) ma per volontà dei concessionari che decidono sulla base di autonome scelte economiche. Queste scelte, in un prossimo futuro, potranno peraltro essere influenti in sede di verifica dell’assegnazione delle concessioni demaniali, all’interno dei piani spiaggia, ma attualmente Comuni e Capitanerie non possono imporre ai concessionari di accettare animali domestici.

Fonte: ilSole24ore



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