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Il giudice deve dare indicazioni precise sui tempi dell’affido condiviso

Il giudice deve dare indicazioni precise sui tempi dell’affido condiviso

In un affido condiviso sbagliato concedere al padre indicazioni generiche relative al tempo da condividere con la figlia: vaghezza e genericit rischiano di rendere i rapporti tra coniugi maggiormente conflittuali, soprattutto quando da parte dei uno dei due manca la volont di concordare.

quanto emerge dalla sentenza 1748 del 16 gennaio 2018, relativa a un caso avvenuto a Roma.

L’errore – a monte – da parte del giudice di separazione, stato quello di aver riconosciuto al padre il diritto di vedere la figlia minorenne – convivente con la madre – quando vuole.

Una indicazione talmente generica da aver indotto l’uomo – animato da un rapporto di profondo contrasto con la ex – a presentarsi davanti al portone di casa ogniqualvolta lo ritenesse opportuno, fino a quando la donna non gli ha impedito di prelevare la figlia durante le festivit natalizie e pasquali.
Condannata dal Tribunale e dalla Corte di appello di Roma per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, la madre ha presentato ricorso in Cassazione.

Che le ha dato ragione.

Eludere – scrivono i giudici – significa frustrare e rendere vane le legittime pretese altrui e ci anche attraverso una mera omissione: il genitore affidatario tenuto a favorire il rapporto del figlio con l’altro genitore, a meno che sussistano indicazioni contrarie di particolare gravit.

Nel caso affrontato, la motivazione del giudice della separazione assertiva, silente, apparente, perch non chiarisce quale fosse il limite di esigibilit del comportamento della madre. Per adempiere a tale, generico provvedimento, ella avrebbe dovuto essere perennemente a disposizione dell’ex coniuge e non avrebbe mai potuto allontanarsi dalla propria abitazione, perch ci avrebbe comportato l’ineliminabile rischio di sottrarsi alla richiesta incondizionata e non previamente concordata dell’uomo. Pretese inammissibili per tutti, a maggior ragione per una donna che lavora.

Il ricorso, dunque, stato accolto.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore