Il paziente-vittima non può fare causa all’assicuratore

Il paziente-vittima non può fare causa all’assicuratore

mancano i decreti attuativi

di Filippo Martini

default onloading pic

2′ di lettura

La legge 24 del 2017 è in vigore da oltre due anni ma ancora mancano i decreti attuativi necessari per renderla completamente efficace. Una delle conseguenze è quella di non consentire alle vittime di errori sanitari di attivare il contenzioso contro l’assicuratore del medico.

Gli articoli 10 e 12 della legge, infatti, regolano l’obbligatorietà della copertura assicurativa (per medici e strutture) e la facoltà per il paziente di agire direttamente contro l’assicuratore del responsabile, attribuendogli quindi la legittimazione attiva verso un soggetto economicamente solido. Ma l’attuazione di queste norme è demandata a decreti ministeriali che – pur in stato avanzato di lavorazione – non sono ancora stati emanati.

La legge 24/2017 ha riformato il contenzioso civile sanitario con nuove norme procedurali che hanno generato un “rito sanitario” speciale, fatto di attività pre-contenziosa (le attività preliminari volte alla conciliazione) e riti accelerati per il veloce ristoro dei danni da errori accertati. Si tratta di novità che hanno impattato in modo considerevole sui processi civili, modificando le procedure e la prassi giurisprudenziale. Tuttavia, l’assenza dell’assicuratore del responsabile tra gli attori primari del sistema processuale e risarcitorio del danno da colpa medica sta creando non pochi intoppi nell’iter giudiziario del contenzioso.

Ne sono prova alcuni provvedimenti resi di recente dal tribunale di Milano che – pur ritenendo la figura dell’assicuratore essenziale ai fini della veloce composizione della lite – ne escludono la presenza nel processo a causa della mancanza dei decreti attuativi della legge 24/2017 (tra gli altri, ordinanza del 7 gennaio 2018, giudice Boroni, e ordinanza del 18 marzo 2019, giudice Massari).

Nelle vicende esaminate dai giudici, i pazienti danneggiati hanno chiamato l’assicuratore della struttura in sede di accertamento tecnico preventivo (la perizia tecnica preliminare che la legge impone per accertare le eventuali responsabilità e facilitare così la composizione non contenziosa della controversia), sulla base del tenore letterale della legge e secondo il ragionamento logico per cui le indagini cliniche possono essere conosciute anche da chi in ultima istanza potrebbe essere tenuto a risarcire il danno, vale a dire l’assicuratore del responsabile. Ma la mancata attuazione dell’articolo 12 della legge rende improcedibile l’azione diretta contro l’assicuratore. I giudici hanno quindi dovuto dichiarare l’inammissibilità della chiamata in giudizio dell’assicuratore, pur obbligato a garantire patrimonialmente la struttura sanitaria convenuta.

Fonte: ilSole24ore



WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com