fbpx
 

Imu-Tasi, le novità per l’acconto del 17 giugno

Imu-Tasi, le novità per l’acconto del 17 giugno

1. DELIBERE – Valgono le regole del 2018
La legge di Bilancio 2019 ha cancellato lo stop agli aumenti imposto ai Comuni dal 2016. Per legge, per, la prima rata dell’Imu
pari a al 50% dell’imposta calcolata in base alle aliquote (e alle detrazioni) relative ai 12 mesi dell’anno precedente.
Eventuali rincari decisi dai Comuni per quest’anno, perci, si faranno sentire sulle tasche dei contribuenti solo in occasione
del saldo di dicembre.

Le aliquote relative al 2019 potrebbero gi essere usate il 17 giugno, per, se il Comune – anzich un rincaro – ha previsto
uno sconto. Oppure quando l’aumento di pochi euro e il proprietario vuole evitare di rifare i conteggi con il conguaglio
in occasione della seconda rata.

2. ABITAZIONE PRINCIPALE – Dimora e residenza per la casa esente
L’imposta (o l’esenzione) va calcolata sui mesi di possesso dell’immobile, considerando per intero il mese in cui il quale
il possesso si protratto per almeno 15 giorni. Ma per l’esenzione Imu-Tasi sull’abitazione principale (non di pregio, cio
in categoria diversa da A/1, A/8 o A/9) sono richieste sia la dimora abituale che la residenza anagrafica.

Coniugi con residenze divise in Comuni diversi hanno la “doppia” agevolazione. Ma la dimora dev’essere effettiva e in alcuni
casi il Comune potrebbe “disconoscerla”, ad esempio rilevando l’assenza di consumi per utenze (come pu accadere con le seconde
case inutilizzate per la stragrande maggioranza dell’anno).

3. IMMOBILE IN AFFITTO – Imu all’inquilino se c’ un accordo
I soggetti passivi dell’Imu sono i possessori dell’immobile; quelli della Tasi sono sia i possessori che i detentori(come
gli inquilini). Dunque chi abita in affitto in un Comune che applica la Tasi deve versare tra il 10 e il 30% del tributo,
secondo quanto stabilito dal Comune stesso: ma il proprietario pu accollarsi per intero l’imposta, comunicandolo in municipio.

L’inquilino pu comunque vedersi addebitate sia l’Imu che la Tasi dovute dal proprietario, se previsto da una clausola del
contratto di locazione. La Cassazione (6882/2019 a Sezioni unite) ha chiarito che il proprietario resta il soggetto passivo
dell’Imu e ha quindi l’obbligo di versare il tributo, ma legittimato a chiedere il rimborso al conduttore.

4. CANONE CONCORDATO – Contratti conformi agli accordi locali
Le abitazioni concesse in locazione a canone concordato vedono ridotta al 75% (quindi con uno sconto pari al 25%) l’aliquota
Imu e Tasi deliberata dal Comuni. Nelle citt in cui l’accordo locale stato rinnovato per adeguarlo al Dm 16 gennaio 2017,
i contratti firmati senza l’assistenza dei sindacati inquilini o delle sigle della propriet edilizia devono avere l’attestazione
(se stipulati dopo il deposito della nuova intesa locale).
Attestazione a parte, molti Comuni chiedono comunicazioni ad hoc ai locatori che hanno siglato contratti concordati: ma l’eventuale
svista pu far venire meno l’aliquota ridotta prevista dal Comune solo se la delibera o il regolamento comunale lo dicono
espressamente.

5. PAGAMENTO – Compensazione con l’ok comunale
Attenzione a pagare pi del dovuto in occasione dell’acconto del prossimo 17 giugno, ad esempio per una casa in cui si presa
la residenza ai primi di maggio. Le somme in eccesso, infatti, possono essere compensate al momento del saldo di dicembre
solo se il regolamento comunale lo prevede; altrimenti, le si dovr chiedere a rimborso.

Resta fermo che, al di sotto di 12 euro (o del diverso importo stabilito dal Comune) non va eseguito alcun versamento. Questa
soglia minima riguarda comunque l’importo annuale del singolo tributo (Imu o Tasi) e pu essere diversa: perci, se la prima
rata Imu di 10 euro, e il Comune ha confermato le aliquote 2018, si pagher direttamente 20 euro a saldo.

6. DICHIARAZIONE – Agevolazioni perse in caso di ritardo
La dichiarazione Imu-Tasi va presentata solo se nel 2018 si sono verificate variazioni che incidono sull’imposta (e che il
Comune non pu conoscere). Se la presentazione obbligatoria a pena di decadenza (come per gli alloggi sociali o quelli delle
cooperative edilizie a propriet indivisa adibite ad abitazione principale dei soci), l’inadempimento fa perdere il diritto
all’agevolazione: niente ravvedimento o presentazione tardiva. Il termine per la dichiarazione relativa al 2018 il prossimo
1 luglio (il 30 giugno domenica). Un emendamento al decreto crescita in discussione al Parlamento prevede il differimento
del termine al 31 dicembre: ma la modifica deve ancora essere approvata.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore