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In arrivo il decreto ingiuntivo senza giudice

In arrivo il decreto ingiuntivo senza giudice

Il 14 marzo si sono tenute le audizioni sul ddl di modifica del procedimento monitorio, che riduce il ruolo del giudice e amplia quello dell’avvocato sull’emanazione del decreto ingiuntivo

di Annamaria Villafrate – Il 14 marzo presso la Commissione Giustizia del Senato si sono svolte le audizioni per esaminare il ddl n. 755 di modifica del procedimento monitorio (sotto allegato). Hanno preso parte all’incontro i rappresentanti del CNF e dell’OCF, che al termine dell’audizione hanno inviato alla una comunicazione (sotto allegata) per segnalare gli emendamenti, che dovrebbero essere apportati al disegno di legge.

Vediamo cosa prevede la proposta e quali sono le richieste degli avvocati:

  1. Decreto ingiuntivo senza giudice: cosa prevede il ddl
  2. Ddl decreto ingiuntivo: le richieste degli avvocati

Il ddl n. 755 (sotto allegato) su iniziativa dei senatori Ostellari, Romeo, Pillon, Pellegrini e Candura “Modifiche al procedimento monitorio ed esecutivo per l’effettiva realizzazione del credito” prevede in sintesi le seguenti novità:

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Nel corso delle audizioni al Senato sul disegno di legge che, per far risparmiare tempo e denaro ai creditori, ma anche agli uffici giudiziari, propone la modifica del procedimento di ingiunzione, l’avvocatura ha proposto le proprie modifiche emendamentive.

L’Organismo Congressuale Forense, come emerge da una comunicazione indirizzata alla Commissione Giustizia di palazzo Madama all’esito dell’audizione, avanza alcune importanti proposte emendative, tra le quali figurano le seguenti:

  • ampliamento del termine fino a 40 giorni per l’opposizione del debitore;
  • conferimento del potere al giudice, in caso di opposizione non fondata su prova scritta o di pronta soluzione a provvedere con ordinanza alla concessione dell’esecuzione provvisoria dell’atto, escludendo la possibilità di rigetto con decreto motivato da pronunciare in prima udienza;
  • soppressione dell’art. 656 ter il quale prevede che “Nel caso in cui l’avvocato ometta con dolo o colpa grave la puntuale verifica della sussistenza di tali requisiti, ne risponde disciplinarmente dinnanzi al competente ordine professionale e deve rimborsare le spese giudiziarie sostenute e i danni subiti dal soggetto erroneamente ingiunto”.

Fonte: Studio Cataldi