Interessi passivi, stretta sui dividendi da controllate estere

Interessi passivi, stretta sui dividendi da controllate estere

Deducibilit degli interessi passivi a rischio per le holding industriali che controllano societ estere. L’articolo 85 del Ddl Bilancio rivede in senso restrittivo le regole di deducibilit degli interessi passivi dei soggetti Ires che detengono partecipazioni in societ non residenti.

L’intervento attuato attraverso l’abrogazione dell’ultimo periodo dell’articolo 96, comma 2, del Tuir, nella parte in cui prevede la possibilit di incrementare il risultato operativo lordo (Rol) in misura pari ai dividendi relativi a societ controllate non residenti. Una modifica che, peraltro, avr effetti dal periodo d’imposta 2017 (in deroga allo Statuto del contribuente), penalizzando in maniera retroattiva i gruppi con partecipate estere.

Facciamo un passo indietro. L’articolo 96 del Tuir prevede che gli interessi passivi, per la parte che eccede gli interessi attivi, possano essere dedotti fino a concorrenza del 30% del risultato operativo lordo (Rol) della gestione caratteristica. Se l’ammontare degli interessi passivi netti superiore al 30% del Rol, l’eccedenza deducibile nei periodi d’imposta successivi. La quota di Rol non utilizzata in un periodo d’imposta pu incrementare il Rol dei periodi successivi.

In caso di opzione per il consolidato domestico, possibile compensare le eccedenze di interessi passivi con le eccedenze di Rol dei soggetti aderenti alla tassazione di gruppo (articolo 96, comma 7). In tal modo le holding industriali possono dedurre gli interessi sui finanziamenti contratti per l’acquisto di controllate.

Nella sua versione originaria (post riforma del 2008), l’articolo 96 del Tuir consentiva di includere “virtualmente” nel consolidato nazionale – ai soli fini della deducibilit degli interessi passivi – i risultati operativi delle partecipate estere, in presenza di determinati requisiti (comma 8). La finalit della norma era quella di non discriminare le holding industriali in possesso di partecipazioni di controllo in societ estere – che non potevano optare per il consolidato fiscale – rispetto a quelle che controllano societ italiane.

Tale possibilit venuta meno dal periodo d’imposta 2016, per effetto del decreto internazionalizzazione (Dlgs 147/2015), che ha abrogato il comma 8 dell’articolo 96. Ora, invece, con il Ddl di bilancio fa un dietrofront dopo solo un anno dalla sua entrata in vigore. Quindi le holding italiane con partecipate estere avranno minori possibilit di dedurre interessi passivi rispetto a quelle che controllano imprese italiane e che potranno utilizzare il Rol delle controllate nel consolidato fiscale.

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Fonte: ilSole24ore



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