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La causa violenta nell`infortunio sul lavoro

La causa violenta nell`infortunio sul lavoro

Cos’ la causa violenta in occasione di lavoro e in quali casi viene riconosciuta dalla Cassazione

di Annamaria Villafrate – La causa violenta in occasione di lavoro il presupposto per avere diritto all’indennizzo di un infortunio da parte dell’Inail. Ecco, dunque, quando ricorre e una breve ma significativa rassegna giurisprudenziale della Cassazione in materia.

Causa violenta in occasione di lavoro: cos’

Un infortunio indennizzabile dall’Inail se lo si pu ricondurre a una causa violenta, ovvero a una aggressione esterna breve e intensa. Non necessario che la causa sia accidentale, straordinaria o imprevedibile, quanto piuttosto che abbia un rapporto diretto o indiretto di causa-effetto con il lavoro.

Non interrompono il nesso causale tra causa violenta e rapporto di lavoro la condotta imprudente, negligente o priva di perizia del lavoratore.

Sono invece esclusi dall’indennizzo gli infortuni, le cui conseguenze:

  • siano state dolosamente aggravate dal lavoratore;
  • siano riconducibili all’abuso di alcool e psicofarmaci;
  • dipendano dall’uso non terapeutico di stupefacenti e allucinogeni;
  • discendano dalla mancanza della patente di guida.

La Cassazione sulla causa violenta in occasione di lavoro

Ecco quindi una rassegna delle decisioni della Cassazione in materia di infortunio sul lavoro e causa violenta:

Infortunio lavoro: indennizzo anche per chi si pone in situazione di pericolo

La vicenda giunta in Cassazione trae origine dall’impugnazione della sentenza di secondo grado, che accoglieva la citazione dell’Inail per le seguenti ragioni:

  • l’infortunio ai danni del lavoratore era avvenuto mentre costui, coltivatore diretto, fruiva dell’indennit di temporanea per un precedente infortunio;
  • l’infortunio si era verificato perch costui si era posto alla guida di un trattore agricolo, che ribaltandosi gli aveva procurato lesioni piuttosto importanti;
  • trovandosi il lavoratore in un periodo di inabilit per un precedente infortunio, durante il quale non avrebbe dovuto lavorare, mancava l’occasione di lavoro. Il lavoratore si era infatti posto volontariamente in una situazione di pericolo estranea al lavoro.

La Suprema Corte, pur rinviando ad altro giudice per riesaminare il caso e valutare se sussistono in concreto tutti gli elementi del rischio elettivo, con la sentenza n. 17917/2017 ribadisce che: “la colpa del lavoratore non rileva perch – l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro fa riferimento, ai fini della limitazione del suo ambito di operativit, alla nozione di “occasione di lavoro” (art. 2 del Testo Unico del 1965) – e quindi – non considera ragione ostativa della sua operativit la colpa, ancorch esclusiva, del lavoratore” (cfr. Cass. n. 15312/2001).

Causa violenta lo sforzo compiuto per un normale gesto lavorativo

Il giudizio di Cassazione prende le mosse dal ricorso di un lavoratore avverso la sentenza di secondo grado che aveva “omesso di valutare la sussistenza della “causa violenta” nel movimento compiuto dal lavoratore nel mettere in moto la falciatrice con avviamento a strappo a seguito del quale si era verificato il trauma distorsivo della articolazione scapolo-omerale dx e si era manifestata una tendinopatia preesistente.

La Suprema Corte di Cassazione rinvia e accoglie il ricorso con ordinanza n. 6451/2017 sancendo che “in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, la causa violenta, richiesta dall’art. 2 del d.P.R. n. 1124 del 1965 per l’indennizzabilit dell’infortunio, pu riscontrarsi anche in relazione allo sforzo messo in atto nel compiere un normale atto lavorativo, purch lo sforzo stesso, ancorch non eccezionale ed abnorme, si riveli diretto a vincere una resistenza peculiare del lavoro medesimo e del relativo ambiente, dovendosi avere riguardo alle caratteristiche dell’attivit lavorativa svolta e alla loro eventuale connessione con le conseguenze dannose dell’infortunio” (Cass. n. 27831 del 30/12/2009; Cass. n. 13928 del 24/07/2004; Cass. n. 19682 del 23/12/2003).

Causa violenta infortunio occorso per pagare gasolio mezzi agricoli

Il titolare di un’azienda agricola viene investito da un autoveicolo mentre, a piedi, si reca a pagare una fattura di acquisto di gasolio per conto del figlio, titolare di altra azienda agricola. L’investimento ne cagiona la morte. Ricorre in giudizio la moglie chiedendo le prestazioni previste in favore dei superstiti, poich il coniuge collaborava nell’azienda agricola del figlio a titolo di reciprocanza gratuita e poich l’infortunio in itinere si era verificato mentre stava prestando questa collaborazione. La domanda viene rigettata in primo e in secondo grado.

Secondo la Cassazione, dopo aver analizzato i motivi del ricorso: “La questione controversa se, nelle circostanze di fatto sopra riportate e non contestate, possa configurarsi lo svolgimento di un’attivit agricola e, conseguentemente, l’occasione di lavoro necessaria ai sensi dell’art. 2 del d.p.r. 30 giugno 1965, n. 1124, per ricomprendere l’infortunio nella tutela assicurativa. Pi in particolare se (ed in quali limiti) possa rientrare tra i casi di infortunio avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro (ex art. 2 d.P.R. cit.) quello che si produca a carico del lavoratore agricolo nel corso di uno spostamento, che si sia reso necessario per recarsi dai locali della sua azienda in altro luogo per motivi diversi da quelli strettamente inerenti alla attivit di produzione ma connessi a questa”.

Dopo aver percorso e analizzato dettagliatamente la normativa di riferimento, la Suprema Corte, con sentenza n. 4277/2017 cassa e rinvia alla Corte di Appello, dopo aver cos concluso: “posto che l’attivit volta all’acquisto del gasolio necessario per alimentare i mezzi di lavorazione della terra attivit connessa e complementare all’attivit agricola, alla quale si collega sotto il profilo economico e funzionale, allo stesso modo il pagamento, in quanto costituisce un atto dovuto ed ineludibile dell’unica operazione commerciale, partecipa della stessa natura connessa e complementare all’attivit agricola, indipendentemente dal momento in cui esso eseguito”.

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Fonte: Studio Cataldi