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La domanda d’asilo blocca l’espulsione

La domanda d’asilo blocca l’espulsione

La richiesta d’asilo blocca sempre l’espulsione per il periodo necessario ad esaminare la domanda. E non pu essere un ostacolo
il fatto che l’istanza sia stata presentata dopo l’emissione del provvedimento di espulsione: ferma restando la possibilit,
se ci sono altri presupposti, di disporre il trattenimento in un Cpr. Partendo da questi presupposti la Corte di cassazione
(sentenza 19819) ha annullato l’ordinanza con la quale il giudice di pace di confermava il provvedimento di rimpatrio del
prefetto, adottato nei confronti di una donna cubana, senza permesso di soggiorno.


Per la Suprema corte la decisione sbagliata ed entra in contrasto con quanto previsto dal Dlgs 25 del 2008 (articolo 7).
Secondo la norma interna, che attua la direttiva 2005/85/Ce sul riconoscimento e la revoca dello status di rifugiato, chi
ha proposto domanda di asilo autorizzato a rimanere nel territorio dello Stato, ai fini esclusivi della procedura .

Condizione che dura fino a quando l’immigrato irregolare non ottiene una risposta. Non pu essere di ostacolo all’applicazione
della legge il fatto che la domanda sia stata presentata dopo il via libera all’allontanamento.


Anche per ipotesi di domande di protezione o di asilo strumentali prevista la possibilit di disporre il trattenimento
dello straniero nel Cpr. Nello specifico la donna cubana, sposata con un italiano che l’ha poi abbandonata facendo perdere
le sue tracce, libera perch il suo trattenimento a Ponte Galeria non stato rinnovato. La ricorrente ha presentato una
doppia richiesta di asilo politico e per il riconoscimento dello stato di apolide, dopo che la domanda di protezione umanitaria
era stata respinta.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore