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La società risponde anche per frodi Iva

La società risponde anche per frodi Iva

Continua ad allungarsi l’elenco dei reati che possono far scattare la responsabilit amministrativa di enti, societ e associazioni,
nel caso in cui vengano commessi da persone con ruoli di vertice, dipendenti o anche semplici collaboratori. Quasi ogni anno,
nuove voci hanno “arricchito” la lista iniziale (il cosiddetto catalogo) introdotta nel 2001 dal Dlgs 231.

E il 2019 non manca all’appello. Al reato di influenze illecite introdotto dalla legge anticorruzione seguiranno altre due
new entry. Innanzitutto le frodi Iva: in dirittura d’arrivo il disegno di legge che delega al Governo il compito di attuare
la direttiva Ue 1371/2017 sul contrasto delle frodi che ledono gli interessi dell’Unione, aggiungendo tali reati al catalogo
(approvato dalla Camera il Ddl all’esame del Senato). Il termine per il recepimento il 6 luglio.

Ma in arrivo ci sono anche le truffe nelle competizioni sportive e l’esercizio abusivo di giochi o scommesse.

IL PROGRESSIVO ALLARGAMENTO DELL’ELENCO DEI REATI

Delitti commessi da dirigenti, amministratori e dipendenti per i quali scatta la responsabilit degli enti (Dlgs 231/2001)

A tutto campo

Inizialmente il Dlgs 231/2001, che ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilit amministrativa degli enti per i
reati commessi da suoi amministratori, dirigenti, dipendenti o collaboratori, a vantaggio dell’ente stesso, prevedeva solo
tre maxi-materie concentrate soprattutto sui delitti contro la Pa. L’obiettivo era infatti quello di colpire con forza l’espandersi
del fenomeno corruttivo.

Di anno in anno per, l’elenco si esteso in modo disordinato e a tutto campo, tant’ che l’attuale catalogo 231 include
22 gruppi di crimini e diverse decine di reati che spaziano dal terrorismo, alla prostituzione, dalla mutilazione degli
organi genitali femminili alla contraffazione dei marchi.

A breve arriveranno anche le frodi Iva che potrebbero rappresentare il primo passo verso l’allargamento ai reati tributari.
La direttiva Ue cui l’Italia sta dando attuazione riguarda truffe gravi (almeno dieci milioni di euro) in danno all’Unione.
Ma gli Stati, nel recepirla, possono adottare norme pi rigorose, anche per non limitare la tutela alla porzione delle
proprie entrate di interesse economico dell’Ue.

Per quanto riguarda i reati sportivi, invece, il Ddl all’esame della Camera (gi approvato dal Senato) che ratifica la Convenzione
del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, introduce la responsabilit amministrativa per reati
di frode sportiva e di esercizio abusivo di giochi e scommesse.

Le sanzioni

Lo spettro delle sanzioni 231 molto ampio e comprende sanzioni amministrative, pecuniarie e interdittive quali la revoca
di autorizzazioni, esclusione da finanziamenti, divieto di contrattare con a Pa, blocco dell’attivit. La responsabilit
per esclusa se l’ente adotta un modello organizzativo idoneo a prevenire i reati (il cosiddetto Modello 231), anche se
gli aggravi non sono indifferenti soprattutto per soggetti di minori dimensioni .

La giurisprudenza ha chiarito che, tra gli enti cui pu essere attribuita la responsabilit amministrativa, figurano
non solo le persone giuridiche ma anche le associazioni prive di personalit giuridica (ad esempio le associazioni di fatto),
con la sola esclusione di Stato, enti pubblici territoriali e non economici. L’inclusione prescinde inoltre da dimensioni,
dati economici, numero di addetti e complessit organizzativa.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore