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Lavori in casa: 58 opere per cui non serve l’autorizzazione

Lavori in casa: 58 opere per cui non serve l’autorizzazione

Glossario unico per l’edilizia libera con vista sul passato. L’elenco delle 58 opere in casa per le quali non necessaria
alcuna autorizzazione entrato in vigore il 23 aprile 2018. Ma i suoi effetti sono proiettati all’indietro e riguardano tutti
gli interventi che ricadono sotto l’ombrello del Dpr 380/2001, il Testo unico dell’edilizia entrato in vigore il 1 gennaio
2002 e poi, negli anni, modificato decine di volte.

questo il principio pi importante cristallizzato dalla giurisprudenza amministrativa in questi primi mesi di azione delle
regole nate per chiarire il perimetro di utilizzo di quelli che, tecnicamente, si chiamano titoli abilitativi: le autorizzazioni
necessarie per effettuare interventi in edilizia.

LA MAPPA INTERATTIVA DEGLI INTERVENTI SENZA AUTORIZZAZIONE

Per porre un rimedio alle ambiguit del Testo unico edilizia e al fatto che, in molti casi, i comuni azzardavano interpretazioni
contrastanti, chiedendo permessi diversi per lo stesso intervento, il precedente governo ha avviato un’opera di chiarimento,
per dire esattamente cosa possibile fare nei diversi casi. Il primo capitolo di questo lavoro il glossario unico per l’edilizia
libera (decreto del ministero delle Infrastrutture del 2 marzo 2018), in vigore dal 23 aprile.


Il Tar Lazio, con al sentenza 7014 del 22 giugno, ha per chiarito un punto rilevante. Nella decisione veniva analizzato il
caso di una pergotenda, realizzata in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, della quale era stata ordinata la demolizione
a ottobre del 2016. Per qualificare quell’intervento si pu per utilizzare l’elenco in vigore da aprile 2018, considerandolo
comunque applicabile alla presente fattispecie. Il motivo che si tratta di un elenco di natura interpretativa che serve
a fare luce su norme gi esistenti e quindi, in qualche modo, ha effetti anche sul passato. Un passato piuttosto lungo, dal
momento che il Testo unico in materia di edilizia in vigore dal 2002, sebbene sia stato modificato in maniera sostanziale
nel corso degli anni.

Lavori in casa e detrazioni: come pagare senza errori

Non la sola conclusione rilevante raggiunta dai giudici. Il Consiglio di Stato, con la sentenza 2715 di maggio del 2018,
ha infatti spiegato che, nonostante l’azione di semplificazione del glossario, resta ancora spazio per una certa dose di incertezza
nel realizzare alcuni interventi. Anche in questo caso si parlava di una tettoia, realizzata su un terrazzo di un’abitazione
senza avere il permesso e, quindi, contestata dal Comune. Il problema che una copertura leggera pu essere realizzata senza
permessi, mentre una tettoia di particolari dimensioni ha bisogno del titolo edilizio pi gravoso, il permesso di costruire:
succede, ad esempio, quando viene modificata la sagoma del fabbricato.

Da questo deriva una conseguenza: nonostante il glossario, resta un terreno di incertezza. Non possibile affermare in assoluto
– spiega il Consiglio di Stato – che la tettoia richiede, o non richiede, il titolo edilizio maggiore e assoggettarla, o non
assoggettarla, alla relativa sanzione senza considerare nello specifico come essa realizzata. Tutto, quindi, dipende dai
dettagli dell’intervento.

Il Comune, per la sua parte, ha l’onere di motivare in modo esaustivo un’eventuale decisione di rimozione dell’intervento
gi realizzato, attraverso una corretta e completa istruttoria che rilevi esattamente le opere compiute e spieghi per quale
ragione esse superano i limiti entro i quali si pu trattare di una copertura realizzabile in regime di edilizia libera.
Peraltro, le molte sentenze degli ultimi mesi sul tema confermano che quella delle coperture resta, nonostante il glossario,
una materia ad alto rischio di contestazioni: a ribadirlo arrivato anche il Tar Campania con la decisione 4529 del 9 luglio
scorso.

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore