fbpx
 

L’avvocato scende dalla piramide

L’avvocato scende dalla piramide

Cinque caratteristiche, come le dita della mano. Tutte insieme danno vita a uno studio legale pi efficiente, produttivo e competitivo, in grado non solo di resistere alla crisi, ma di svoltare e puntare diritti alla crescita. Parole che hanno il volto rassicurante di Jos Paulo Graciotti. Brasiliano di origine italiana, in tasca ha una laurea in ingegneria civile e da 30 anni si dedica alla ristrutturazione di studi legali. Oggi consulente e scrittore.

Perch se vero, come diceva Charles Darwin, che non il pi forte a sopravvivere e neppure il pi intelligente, ma il pi aperto al cambiamento, l’avvocato di un futuro sempre pi prossimo non ha altra scelta e per non soccombere deve puntare sulla governance strategica. In altre parole, deve pensare come un imprenditore e gestire il suo studio come un’azienda. In questo caso la forma societaria non c’entra, perch stiamo parlando di un nuovo modello di organizzazione del lavoro.

Budget per la formazione

Pu sembrare scontato, ma la prima regola d’oro, da cui non si pu prescindere, la qualit tecnica. Le Universit offrono una formazione impeccabile; la teoria, da sola, per non basta. Occorre sviluppare sul campo accuratezza e precisione, sempre al passo con i tempi. Per consentirlo, lo studio deve prevedere un budget per la formazione continua, senza dimenticare le competenze informatiche. In una parola: il professionista deve diventare pi eclettico.

Nella governance strategica cambia anche il rapporto con il cliente. Quest’ultimo deve essere percepito come un vero e proprio consumatore. Dovete porvi nei suoi confronti- dice Graciotti – come se fosse la prima volta che lo vedete e fare sempre qualcosa in pi rispetto a quello che ci si aspetta da voi. Un consiglio? Fargli visita una volta al mese, per capire come lavora e quali sono le sue problematiche. In questo modo sar pi semplice assisterlo e si instaurer un rapporto di fiducia, indispensabile per lo svolgimento della professione. Proprio come al ristorante si guarda alla qualit del cibo, del servizio e del prezzo, l’obiettivo a cui tendere, spiega il consulente brasiliano, dev’essere quello di fornire soluzioni legali perfette, con un servizio perfetto e prezzi coerenti. Per farlo l’avvocato-manager deve saper delegare mansioni amminR

istrative a un team altamente qualificato, concentrandosi sul core business. Spesso – dice – questi compiti sono il tallone di Achille degli studi e ricevono meno attenzione e investimenti. Bisogna invece cambiare rotta.

La struttura a matrice

La strada obbligata la valorizzazione del capitale umano, l’asset pi importante degli studi legali. Per farlo occorre dire addio a una struttura piramidale e adottarne una “a matrice”, con ruoli ben definiti, ma al tempo stesso condividere conoscenze e competenze. Un modello organizzativo di questo tipo – scrive Graciotti nel suo libro – va a tutto vantaggio della produttivit. Per far convivere pi generazioni all’interno dello studio e valorizzare i professionisti serve inoltre una politica di attrazione dei talenti con un percorso di carriera delineato.

Il passo successivo riguarda la capacit di comunicare l’eccellenza raggiunta utilizzando i canali dei social network: Whatsapp, Linkedin, Instagram, Facebook.

Tutti strumenti essenziali: attenzione, per – avverte l’esperto – perch al di l della vetrina deve esserci davvero la qualit.

Le domande da porsi

E infine la quinta caratteristica che riguarda la visione strategica. Come posso adattare la mia attivit all’evoluzione del mercato? Quale direzione deve prendere il mio studio? Quali investimenti effettuare e in quali aree? Sono alcune domande che l’avvocato deve porsi, compresa la possibilit di assumere nuove figure professionali strategiche per lo studio, adatte a raccogliere le nuove sfide. Come esperti di statistica e di marketing, ingegneri gestionali, contabili. Tra gli investimenti da effettuare non potranno mancare quelli in tecnologia a servizio dell’attivit, per la condivisione dei dati, i motori di ricerca, la comunicazione con i clienti, con un occhio attento all’intelligenza artificale.

Cinque caratteristiche, dunque, essenziali per crescere e non soccombere sotto i colpi di una concorrenza che si fa sempre pi agguerrita. Non necessario che l’avvocato-manager le possieda tutte e cinque – puntualizza Graciotti – l’importante che siano distribuite all’interno dei soci dello studio perch la loro somma che consente di accompagnare la svolta.

Ricetta da esportazione

Un modello gi collaudato in Brasile e che pu essere esportato anche in Italia con cui il Paese ha pi affinita di quanto si pensi. Prima fra tutte, un’alta densit di avvocati dovuta a un vero e proprio boom dei servizi legali, seguito dalla crisi che ha travolto una delle economie considerate pi promettenti, prima tra i cosiddetti Brics.

Lo studio-tipo in cui mettere in pratica queste regole in Italia ha un organico fino a un centinaio di persone. Per non perdere di vista un valore aggiunto essenziale: la conoscenza e il rapporto personale, ingredienti indispensabili per una squadra che pu realizzare la svolta.

I PUNTI CHIAVE

Qualit
del servizio


Attenzione alla formazione continua e all’aggiornamento professionale e tecnologico dei dipendenti. Prevedere un budget per gli investimenti in formazione

Cliente

come consumatore

Conoscenza approfondita e attenzione alle esigenze del cliente, che deve essere percepito come un consumatore

Valorizzazione

del capitale umano

Passare da una struttura a piramide a una struttura “a matrice” con regole chiare, una suddivisione dei compiti e allo stesso tempo una condivisione di conoscenze e competenze.

Rendersi pi attrattivi

sul mercato

Utilizzare i social network come vetrina per lo studio

Sviluppare una strategia

per il futuro

Avere chiara la direzione da prendere: analisi del mercato, settori su cui focalizzarsi, investimenti, assunzione di figure strategiche non legali per accompagnare lo studio nel percorso di svolta

© Riproduzione riservata

Fonte: ilSole24ore